Morte Pietro Taricone: un errore l’ha reso un fenomeno

Scorrono come sempre le ore dopo la morte di Pietro Taricone ma continuano i commenti di chi ancora sembra non credere alla tragedia che ha spento per sempre il sorriso del guerriero, così come la ricerca di qualunque notizia su di lui per memorizzare un suo ricordo, da parte di chi l’ha seguito e ammirato sin dalla storica prima edizione del Grande Fratello, o da chi è semplicemente curioso di tutto lo sgomento e il clamore che da quel maledetto lunedì mattina si è creato intorno a lui.

Un fenomeno che non ha precedenti, così è stato definito dagli esperti, che ne hanno anche spiegato i motivi, riscontrati nell’identificarsi dei giovani in quel personaggio così pieno di vita, spavaldo e semplice allo stesso tempo.

Ma Pietro non piaceva solo ai giovani del 2000, bensì a molte più persone, le stesse che dieci anni fa per pura curiosità hanno seguito, come mai più è accaduto dopo, la novità del Grande Fratello, che poi lo hanno ammirato nel suo evolversi, rimanendo però sempre la stessa persona. Di tutto questo molti hanno fatto caso solo adesso, adesso che per un errore che ha commesso non c’è più,un errore che non doveva fare, perché  Pietro non era un incosciente” questo il commento e la rabbia del produttore Domenico Procacci, l’amico con cui era nel suo ultimo volo.

Di vincitori e protagonisti vari il Gf ne ha avuti molti, ma nessuno ha fatto fatica a ricordare almeno un’immagine di Pietro nella famosa Casa; Marco Liorni lo presentò  al pubblico prima di attraversare la porta rossa, e su Leggo ha scritto per lui un articolo: “Pietro Taricone è nato il 14 settembre del 2000, a Roma, Cinecittà. In mezzo a due ali di folla urlanti… Così nasce il personaggio Taricone, inconsapevole: non fa altro che comportarsi come a Caserta o a Trasacco, fa un po’ il galletto con le ragazze della casa, racconta l’irraccontabile nelle notti in giardino con gli altri e nel giro di quattro giorni… 100 giorni più tardi, quando lo accolgo sulla passerella rossa, lui vede la gente urlante per lui e in macchina mi dice: “Quanto li avete pagati?”, non voleva credere a quello che era diventato “girando tre mesi in mutande dentro una casa”… Taricone è ancora vivo perché è stato il più vero e coraggioso, il più grande concorrente che la più famosa trasmissione del mondo abbia mai avuto e rimarrà per questo un personaggio, anzi una persona, indelebile nella storia della televisione italiana e nella memoria di tutti noi”.