Studentessa ferita a Catania, i medici: “Ha un proiettile nel collo”

Il quadro clinico della studentessa colpita accidentalmente oggi durante un agguato di mafia avvenuto a Catania sarebbe grave. “Una lesione midollare importante dovuta a un proiettile nel collo” che si sarebbe incastrato tra la seconda e la terza vertebra cervicale. E’ il quadro clinico, secondo quanto si apprende da fonti mediche, della studentessa universitaria di 34 anni, Laura Salafia.

La donna, che è originaria di Sortino, in provincia di Siracusa, e non di Scordia, come era stato reso noto precedentemente, è ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania. I medici la stanno sottoponendo a diversi esami clinici e diagnostici prima di un probabile intervento di neurochirurgia che potrebbe essere fatto in serata. La studentessa è attualmente sveglia e parla con il personale che la sta assistendo.

L’incidente è avvenuto oggi in piazza Dante nei pressi dell’ex Monastero dei Benedettini che è sede dell’Università degli Studi di Catania per quanto riguarda la Facoltà di Lettere e Filosofia. Un regolamento di conti secondo la ricostruzione della squadra mobile e della Dda di Catania, la sparatoria sarebbe un tentativo di “pulizia interna”, una risposta all’uccisione di Maurizio Signorino, 52 anni, avvenuta il 24 giugno a Catania, con un colpo di rivoltella alla nuca. L’obiettivo dunque sarebbe stato un esponente del clan mafioso Zuccaro, Maurizio Gravino. Una lotta tra clan che è costata cara ad una studentessa.

L’ho vista mentre le facevano la Tac – ha dichiarato il rettore dell’Università di Catania, Antonino Recca, uscendo dall’ospedale Garibaldi – è sveglia e sembra reagire bene. Il problema pare che sia la frammentazione del proiettile: alcune schegge si trovano vicino a parti delicate”.
Anche il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta sulla vicenda. “E’ un episodio incredibile. Non è possibile che si rischi la vita andando a studiare”.

Sabrina Ferrante