Al Qaida e “Inspire”, la nuova rivista on-line

“Possano le nostre anime essere sacrificate per te”. E’ questo il titolo a tutta pagine che si legge sulla nuova rivista on-line di al Qaida. “Inspire” è il nome della testata, e le parole in apertura sono del predicatore islamico estremista Anwar al-Awlaki, nato negli Stati Uniti e poi fuggito in Yemen. Il lancio in Rete è avvenuto martedì scorso, ma un virus non ha permesso di portare a termine completamente l’operazione: solo tre pagine di “Inspire” posso essere visitate.

In primo piano appaiono servizi dal titolo “Costruisci una bomba in cucina con tua mamma” oppure “L’Occidente bandisce il niqab per coprire il suo vero volto”, e, ancora, un reportage sulla guerra tra le montagne e le informazioni di servizio su come poter mandare e ricevere messaggi terroristici criptati. E non manca lo spazio per i lettori: tanti sono gli inviti ad inviare suggerimenti, notizie, commenti.

Il portale è stato scoperto dagli informatici del gruppo di intelligence privato che monitora i siti Web dei gruppi islamici, Site.  Le 67 pagine del sito non sono tutte accessibili: un virus le ha infettate, probabile contromossa statunitense. Di “Inspire” ne ha parlato anche Michael Leiter, dirigente dell’antiterrorismo americano, durante un convegno sulla sicurezza USA in Colorado.

Il titolo “Lo chef di al Qaida: costruisci una bomba in cucina con tua mamma” fa pensare ad uno scherzo, ma uno scherzo non è considerato che gli ultimi attentati di al Qaida sono stati compiuti con ordigni costruiti in casa. Questi attentati hanno puntato i riflettori sui cosiddetti “terroristi della porta accanto“, ragazzi ben inseriti nella società americana da risultare insospettabili, ma molto sensibili al richiamo delle frange più estremiste del terrorismo islamico. “Inspire” (Ispirazione) si rivolge proprio a loro ed è la prima rivista di propaganda di al Qaeda in inglese in Arabia Saudita.

Qualcuno ha commentato il lancio della rivista come il tentativo da parte dell’organizzazione di Bin Laden di penetrare domini americani. E l'”Economist” commenta oggi che il Web si potrebbe trasformare nel quinto campo di battaglia della lotta contro il terrorismo.

Augusto D’Amante