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Il PdL va in pezzi, Berlusconi fa finta di niente

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Dopo l’antipasto di ieri, con il polemico scambio di battute fra il ministro Bondi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini alla presentazione della nuova rivista della Fondazione “FareFuturo”, quella di oggi è stata, per il Popolo delle Libertà, una giornata drammatica, in cui, per la prima volta dal congresso fondativo del marzo 2009, si è avanzata la concreta possibilità di sciogliere tutto e ricostituire Forza Italia e Alleanza Nazionale.
“C’è qualcuno che nel Pdl ha preso come modello la litigiosità del Pd e cerca di importarla all’interno del centro-destra, – ha scandito oggi il capogruppo dei deputati PdL Fabrizio Cicchitto – dimenticando che essa è stata una delle ragioni delle ripetute sconfitte del centro-sinistra. Anzi c’è chi sembra credere che la permanente rissa verbale sia la quintessenza della democrazia interna“.
“Al punto in cui siamo – ha continuato, lanciando un chiaro ultimatum all’area ex-Alleanza Nazionale che fa riferimento a Fini e che non ha seguito i “colonelli” come La Russa nel percorso di avvicinamento alla figura di Berlusconi – in un lasso ragionevole di tempo, o si definiscono in modo serio i termini di una convivenza fondata su atteggiamenti positivi e costruttivi, oppure sarà più ragionevole definire una separazione consensuale“.

E se il Popolo delle Libertà appare sempre più spaccato anche ascoltando le dichiarazioni di esponenti di rilievo, la situazione risulta ancora più drammatica andando a tastare gli animi della base, che oggi si è sfogata su blog e siti delle aree interne al partito.
“Abbiamo tre anni davanti: con un pizzico di buon senso si puo’ ripartire. Solo cosi’ si puo’ superare il dissenso. Non certo agitando il fantasma di Baffone e immaginando complotti di ogni sorta, come faceva il compagno Stalin” accusa il direttore di Generazione Italia, tirando in ballo il passato comunista (?) del ministro Bondi.

Pronta la replica dei berluscones che, sulle pagine de “Il Predellino” e dei “Club delle Libertà” spiegano che “la volgarità con cui l’esponente bocchiniano attacca Bondi la dice lunga sulla cultura politica che taluni pretenderebbero di infondere al primo partito italiano” e che “Fini è come le vuvuzuela: emette un suono monocorde e fastidioso che finisce per distrarre dalla partita”.
Il Presidente del Consiglio, padre padrone di Forza Italia e sempre più in difficoltà a tenere insieme con lo stesso metodo populista il PdL, appena rientrato dal suo viaggio in Sudamerica ha ammesso di aver “trovato un po’  di ebollizione a casa”.

Poi, ignorando la gravità della situazione e i nodi politici emersi dal dibattito interno al PdL, ecco la soluzione.
“Da lunedì – ha spiegato Berlusconi – prenderò in mano la situazione con tutti i titoli dell’agenda politica: quelli della giustizia, delle intercettazioni, i temi della manovra economica e anche i temi che riguardano le correnti nei partiti.  Se qualcuno pensa che le correnti possono provocare un raffreddore, in questo caso sono certo di evitarlo, di sicuro”.
Questa volta, però, ci credono tutti un pò di meno.

Mattia Nesti