L’Aquila, Cialente: “Noi, dimenticati dal premier”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:43

“La situazione è sfuggita di mano”. E’ il giudizio amaro del sindaco dell’Aquila Cialente. Con una constatazione malinconica: “La solidarietà delle prime settimane è un ricordo. Adesso ci sono rabbia e frustrazione. Il futuro della città è legato alla manovra economica”.

“Io credo che in questo momento, a livello di Governo e di istituzioni, la vicenda aquilana sia sfuggita di mano”, spiega il primo cittadino del capoluogo abruzzese. “Noi, l’anno scorso, abbiamo sentito una grande solidarietà del Paese, commovente una grande solidarietà anche del Governo. Per mesi io, che avevo la famiglia sfollata, ho visto più spesso il presidente Berlusconi a l’Aquila che mia moglie. Non è una battuta. Noi sentivamo una vicinanza estrema, per cui c’era l’aspettativa della ricostruzione”.

“Oltretutto – continua il sindaco – abbiamo visto spendere un sacco di soldi per fare la città temporanea, costruire le scuole. Adesso stanno subentrando rabbia, scoramento e un senso di frustrazione. E si corre il rischio che quello che non è successo all’indomani del sisma, possa succedere adesso: c’è un abbandono della città da parte degli aquilani, che devono in qualche modo vivere. Si corre il rischio di vanificare e rendere addirittura quasi uno spreco di risorse tutto quello che si è fatto l’anno scorso”.

Il momento è dunque decisivo. Secondo Cialente “in queste ore si decide il futuro della città, che è legato alla manovra finanziaria. Il Governo ha presentato un emendamento dopo la mobilitazione dell’intera città, ma questo emendamento prevede comunque che noi da ieri stiamo ripagando le tasse, tranne gli autonomi che hanno un giro di affari complessivo inferiore ai 200 mila euro. Però la manovra prevede che dal primo gennaio noi pagheremo gli arretrati al 100 per cento in 60 mesi. Questa è una cosa che noi non possiamo reggere. Vorrei ricordare che in questa città ci sono ancora 32 mila sfollati”.

Il sindaco conclude spiegando come le tasse, lui compreso, abbiano cominciato a pagarle in molti. “Tutti coloro che hanno una busta paga, tutti coloro che hanno un salario e tutte le imprese, le aziende e i professionisti che hanno un giro d’affari superiore ai 200 mila euro. Da ieri noi ripaghiamo le tasse”.

Vincenzo Marino

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!