Bruce Springsteen: assolto Claudio Tratta manager del Boss

Bruce Springsteen e Claudio Trotta

Claudio Trotta, il manager promoter italiano di Bruce Springsteen, è stato assolto dopo le accuse per disturbo della quiete pubblica e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità quando, nel 2008, non interruppe l’esibizione del Boss a San Siro che sforò di 22 minuti oltre il tempo stabilito. Nel concerto in questione vennero anche superati i limiti di decibel fissati. Per Trotta il pm aveva chiesto un mese d’arresto, ma il giudice ha sentenziato che l’accaduto non è da considerarsi, per legge, un reato.

Il concerto di Bruce Springsteen ebbe luogo il 25 giugno 2008. Il pm Giulio Benedetti con le sue indagini aveva evidenziato che la conclusione effettiva della performance era avvenuta alle 23:52 anziché alle 23:30, l’orario accordato. Per valutare eventuali illeciti nell’amministrazione il giudice ha passato gli atti del processo all’ufficio inquinamento acustico del settore politiche ambientali del Comune di Milano. In seguito all’assoluzione di Trotta è caduta anche l’accusa sostenuta dall’avvocato Gilberto Pagani, rappresentante di circa una quarantina di residenti della zona di San Siro che si sono costituiti parti civili ed avevano chiesto un risarcimento di 3mila euro cadauno che sarebbe dovuto arrivare dalle tasche del promoter del Boss.

“Ovviamente sono contento per l’esito del processo – ha dichiarato Trotta -, ma resta il fatto che questa è una ferita non rimarginabile, perchè è stato un processo contro la musica e contro il nostro lavoro di promoter. Credo non finisca qui perché le problematiche sono ancora aperte, come hanno dimostrato il concerto dei Muse e l’opera sui Promessi Sposi, che si sono tenuti a San Siro nelle scorse settimane”.

Il manager, che lavora per la Barley Arts ed è stato difeso dall’avvocato Massimo Zorzoli Volpi, sostiene che il limite di decibel stabilito per i concerti dall’amministrazione comunale è troppo basso. ”Il limite è di 78 decibel – spiega – ma dovrebbe essere almeno di 90, se si volesse rispettare la musica”. Trotta ha anche contestato l’uscita dell’avvocato difensore dei residenti di San Siro, il quale aveva definito Springsteen “una macchina da soldi che ha cominciato il concerto in ritardo e lo ha fatto finire in ritardo, suonando il tempo che doveva suonare e niente di più”.

Il promoter del Boss c’è andato giù duro poi anche con i musicisti italiani dicendo: “In questo, che è stato un processo contro la musica nessun cantante si è sentito in dovere di spendere una parola a mia difesa”.

Andrea Camillo