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Roma, attacchi a Gay Pride e Gay Village

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Si scalda l’aria a Roma, e non solo per le temperature equatoriali, in occasione del Gay Pride di oggi, sabato 3 luglio. Manifesti che coprono quelli della manifestazione, scritte ad opera di Militia Christi e addirittura, ieri sera, lancio di petardi al Gay Village della capitale, con conseguente ferimento di due persone.

La copertura dei manifesti, atto di palese e intollerante arroganza, viene perfino rivendicata con orgoglio dal comitato “Roma per la famiglia”, che, arrogandosi il diritto a parlare in nome di tutti i romani indistintamente, dichiara: «Nella notte sono stati coperti tutti i manifesti del Gay Pride apparsi a Roma, trasformando la scritta Roma è gay in Roma per la famiglia. Una iniziativa goliardica ma carica di significato, per ribadire la contrarietà dei cittadini romani al riconoscimento dei matrimoni gay e all’adozione di figli da parte di coppie gay. Da Via Labicana a Via Cristoforo Colombo, da Castro Pretorio a Porta Pia ogni manifesto grida il bisogno di famiglia che ormai è impellente in Italia per rispondere alla crisi antropologica che attraversa la nostra società».

Il movimento politico di estrema destra “Militia Christi” è andato oltre, affiggendo uno striscione pesante e offensivo nei pressi del Colosseo: «Gay pride: diritti alla perversione!». «L’iniziativa – spiega l’organizzazione integralista sul proprio sito – vuole rimarcare come manifestazioni del genere, oltre ad essere oscene ed immorali, nonché lesive del carattere sacro della città eterna, come capitale del cattolicesimo, e profondamente anticristiane, con parodie del Papa e insulti alla Chiesa, siano anche negative per tutti quegli omosessuali onesti che vivono la propria condizione con disagio e non condividono la mentalità delle lobby omosessuali».

Tra polemiche, provocazioni e insulti, gli organizzatori della manifestazione odierna tuttavia non demordono e danno il via alla “grande festa dei diritti”.

Raffaele Emiliano

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