Berlusconi cade? La Lega è in silenzio, Facebook esulta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56

Alla fine di questa pazza domenica, dopo che per tutto il giorno si sono rincorse indiscrezioni e smentite sul futuro del Popolo delle Libertà e del Governo, possiamo quantomeno essere certi che mai come in queste ore Berlusconi corra il concreto rischio di perdere la maggioranza in Parlamento, soprattutto se si dovesse andare alla conta sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e Italia dei Valori contro il ministro Brancher e sugli emendamenti che i finiani hanno intenzione di presentare durante la discussione del disegno di legge sulle intercettazioni.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha raccolto il guanto di sfida lanciato dal premier, dicendosi pronto ad affrontare la crisi di Governo, eventualmente aprendo ad un esecutivo tecnico, auspicato anche da ampi settori del Partito Democratico, o ad un terzo polo elettorale insieme all’Udc di Casini.
Ma nel rincorrersi di scambi di battute fra le diverse anime del PdL, tra chi ha cercato di placare gli animi e chi ha contribuito a rinfocolare la polemica, pesa come un macigno il silenzio della Lega Nord, da tempo infastidita dalla possibilità che gli screzi con i finiani abbiano ricadute sull’iter legislativo del federalismo e dalle ultime uscite di Berlusconi, in particolare per quanto riguarda la nomina del ministro al Decentramento Brancher, prima sbeffeggiato da Bossi a Pontida e poi attaccato con violenza dai militanti del carroccio su blog e siti del partito.

Le sedute parlamentari dei prossimi quindici giorni divengono, a questo punto, fondamentali: se dovessero saltare definitivamente i rapporti interni al Popolo delle Libertà, Bossi potrebbe decidere di mollare una volta per tutte Berlusconi, consapevole del fatto che seguire il premier di una crisi di Governo, magari legata proprio al “caso Brancher”, equivarrebbe a trascinare nel baratro la credibilità stessa del carroccio.

Su Facebook, intanto, le pagine antiberlusconiane cantano il “de profundis” al Governo, nella speranza che sia davvero al termine della sua vita politica.
“Cade o non cade? La maggioranza di governo è alla frutta – recita lo stato del “Popolo Viola” – Berlusconi pronto ad andare alla conta: Cicchitto c’è, Fini non c’è, Gasparri c’è, Bocchino non c’è, Bondi c’è, Casini non c’è, Brancher ancora c’è, Bossi c’è e non c’è, Scajola c’era e Dell’Utri se c’era non sa niente sabbenedica a vossia…”.
“Troppe volte – avverte però sulla pagina del gruppo promotore del “No Berlusconi Day” un utente che si fa chiamare Lucio Quinzio Cincinnato – abbiamo sperato che il regime fosse al canto del cigno, per poi disilluderci, il rischio di un colpo di coda è ancora forte, non disperdiamo le forze: è il momento di assestare il colpo di grazia“.

Mattia Nesti

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