Berlusconi vs Fini, scontro finale per i giornali del premier

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:09

L’aria si fa sempre più rovente, in casa Popolo delle Libertà, dopo che, anche oggi, si sono rincorse le dichiarazioni dei principali esponenti delle due macrocorrenti interne al partito, entrambe decise ad andare fino in fondo, anche fino alla conta in Parlamento, pur di mantenere ben dritta la rotta sulla linea politica scelta.
“In un grande Paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente – ha dichiarato oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell’AgCom – Abbiamo ancora bisogno di introdurre nell’ordinamento ulteriori norme che tutelino l’accesso ai mezzi di informazione“.

Parole che, per Berlusconi e i massimi dirigenti dell’area berlusconiana del PdL, suonano quasi come una minaccia, alla vigilia del “tour de force” parlamentare con cui il Governo vorrebbe far approvare proprio dalla Camera, entro il 29 luglio, il disegno di legge sulle intercettazioni, quel “bavaglio” contro cui la Federazione della Stampa e il popolo della rete e della controinformazione hanno annunciato una giornata di mobilitazione per venerdì prossimo.
Per la cronaca ha concordato con Fini anche il presidente dell’AgCom Corrado Calabrò, lo stesso che liquidò come inutile “polverone mediatico” lo scandalo legato alle intercettazioni in cui il membro dell’organo di garanzia Giancarlo Innocenzi riceveva ordini da Berlusconi su come “chiudere Annozero“.
“La libertà d’informazione – ha detto – è forse una libertà superiore ad altre costituzionalmente protette e come tale va difesa da ogni tentativo di compressione”.

Facendo orecchi da mercante sul tema dell’informazione, a rispondere a Fini ci ha pensato Cicchitto, che ha ben pensato di accusare il Presidente della Camera di giustizialismo, solo per essersi richiamato ai valori della “legalità”.
“Fini – ha attaccato – ha affermato di essere ispirato dal principio della legalità. Voglio ricordare che il PdL è un partito garantista per eccellenza. Se c’è qualcuno che non lo condivide, non si capisce su quale base abbia aderito”.
Di fronte a questo scenario di guerra aperta, la resa dei conti è stata annunciata e predetta dai giornali più vicini al Presidente del Consiglio.
“Si arrivera’ per forza allo scontro definitivo Fini-Berlusconi, – ha scritto questa mattina Vittorio Feltri su “Il Giornale” – da mesi divisi su tutto e incapaci di trovare non dico un’intesa, ma neppure un modo per convivere senza danneggiare il lavoro dell’esecutivo”.

“Vietato farsi logorare (da Fini, ndr) un solo minuto di più – ha ribadito Maurizio Belpietro su “Libero” – non c’e’ alcuna tregua che possa reggere“.

Mattia Nesti

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