Shakespeare’s Sonnet

Se il mio amare non fosse nato che della sorte,

che possa essere rinnegato come il suo figlio bastardo

e condannato all’odio, o all’amore, secondo stagione,

Erba fra erbe sterminate, o fiore con fiori, raccolto.

No, egli fu fortificato ben lungi da ciò che accade:

non lo fiacca un ridente successo, nè cade

al soffio crudele di un dolor da sottomissione,

contro cui è oggi così alla moda scagliarsi.

Non teme l’intrigo, bestia eretica che lavora

oggi e scompare nelle ore più brevi, ma invece

tutto solo si erge nell’ imponente saggezza,

che non cresce col sole, o s’annega di piogge.

E a testimoniarlo io chiamo gli schiavi di un epoca

Che morirono per il bene e anche vivendo nella colpa.