F1, Kubica rinnova con la Renault fino al 2012

Che Kubica fosse un pilota di alto livello non vi era mai stato nessun dubbio. Costante, veloce e sopratutto poche volte protagonista di incidenti o errori. Ottima classe unita ad una perfetta visione della gara, un nome che le scuderie si contendono e desiderano sin dal suo debutto. Però, dopo l’addio della BMW, il povero Kubica si è ritrovato costretto a ripiegare su una squadra di medio livello come la Renault. Una Renault in totale crisi, orfana di Alonso e di soldi, oramai in procinto di chiudere mestamente l’attività agonistica. Una piccola parentesi doveva essere questa sua avventura con la scuderia francese, ma come ben si sà la realtà è sempre diversa da quello che ci immaginiamo.

Il progetto della R30 a sorpresa si è mostrato competitivo e in grado di non sfigurare contro colossi come Mclaren, Ferrari e Mercedes. Ad ogni gara preziosi punti venivano guadagnati e certe volte addirittura il podio, con una classifica generale ben più rosea di quello che si aspettava ad inizio stagione. Kubica con grande sorpresa e contro tutti i pronostici si è ritrovato a far parte di un ottima scuderia, unita, serena e con un futuro ancora tutto da scrivere. Ovvio quindi che l’opzione del rinnovo è stato un fatto collegato. “E’ stato facile decidere di continuare a lavorare con la Renault, un team in cui mi sento a casa. Cio’ che piu’ conta per me e’ stare nell’ambiente giusto, con un buon gruppo di persone e dove tutti spingono nella stessa direzione. Questo e’ cio’ che abbiamo cercato di costruire fin dall’inizio in Renault.

Nuova linfa di energia che dà ottimismo per il futuro: “Continueremo a lavorare e spingere su tutti i fronti, non solo per il resto di questa stagione ma anche il prossimo anno quando ci saranno altri grandi cambiamenti nel regolamento. Non vedo l’ora di cominciare questa nuova sfida“. Un 2011 fondamentale per entrambi, in cui si cercherà di trovare lo step evolutivo necessario per lottare e sognare i rispettivi titoli mondiali. Un progetto difficile certo, ma mai dire mai, sopratutto quando si parla di F1.

Riccardo Cangini