Globi d’oro: Ferzan Ozpetek è primo

Il famoso Globo d’oro, premio assegnato ogni anno dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia, quest’anno è andato nelle esperte mani di Ferzan Ozpetek per il suo “Mine Vaganti”. L’ormai celebre cineasta turco-italiano, classe 1959, regista impegnato, è da sempre intento a raccontare storie dense di emozioni, problematiche, incertezze, difficoltà della nostra società. La stampa estera dunque apprezza notevolmente la sua impareggiabile capacità di portare sullo schermo, con leggerezza ed umorismo, i temi più scottanti di una Italia antica-moderna, contraddittoria, lanciata nell’integrazione (razziale, sessuale, culturale, etc.) ma anche impastata di pregiudizi e reticenze. Non è però il solo ad esser stato premiato. Certo, “mine vaganti” ha riscosso il premio più prestigioso, miglior film, ed ha portato a casa anche il trofeo per la miglior sceneggiatura e la miglior fotografia e attrice rivelazione (Nicole Grimaudo). Ma Tornatore, con il suo “Baaria” strappa il premio per il miglior regista e quello per la miglior musica, firmata Ennio Morricone. Infine anche Pupi Avati ha trovato riconoscimenti per il suo “Il figlio più piccolo” al quale vanno i premi per miglior attore (Cristian De Sica) e Nicola Nocella come miglior esordiente.

Tra gli altri premi da segnalare, quelli alla carriera rispettivamente al regista Ermanno Olmi, all’attore Giancarlo Giannini e al direttore della fotografia Vittorio Storaro, mentre l’European Golden Globe è andato a Gabriele Muccino.

Anche Gina Lollobrigida ha ricevuto il Globo d’oro del Cinquantenario e Stefania Sandrelli è risultata per i giornalisti stranieri la miglior attrice per la sua interpretazione ne “La prima cosa bella” di Paolo Virzì.

Ultimo premiato degno di nota è senz’altro Roman Polanski che, con il suo “L’uomo nell’ombra”, con il quale ha già agguantato un Orso d’argento al Festival di Berlino, è andato il Globo d’oro per il miglior film europeo, anche se al momento il regista è agli arresti domiciliari in Svizzera, nella sua casa di Gstaad, per le gravi accuse di violenza sessuale nei confronti di una minorenne.

Luigi Pignalosa