Iran sempre più isolato: bloccati voli e rifornimenti aerei

L’ennesima batosta per l’Iran, questa volta, viene dal cielo. Nella giornata di ieri – stando a quanto riportato da vari media internazionali – alcuni aeroporti di Germania, Gran Bretagna ed Emirati Arabi si sono rifiutati di rifornire di carburante gli aerei della compagnia di bandiera iraniana, la Iran Air. Come se non bastasse, l’Unione Europea ha rincarato la dose, decidendo di estendere il divieto di volo sullo spazio aereo dei Paesi della Ue a due terzi della flotta della Iran Air.

Dopo le sanzioni imposte lo scorso giugno dall’Onu e – unilateralmente – dagli Stati Uniti, il numero di compagnie che hanno deciso di interrompere o diminuire la mole di affari con la Repubblica Islamica è sempre più alto. Secondo il Financial Times la stessa British Petroleum (che già non naviga in buone acque, dopo il disastro al largo del Golfo del Messico) ha interrotto il rifornimento di carburante ai jet iraniani, forse proprio per andare incontro ai desideri statunitensi e migliorare i vacillanti rapporti diplomatici. Se la decisione di BP e di altre aziende sembra strettamente connessa con le sanzioni americane, lo stesso – almeno ufficialmente – non si può dire dei nuovi divieti Ue: la decisione dell’esecutivo europeo e’ motivata solo da ragioni tecniche legate alla sicurezza, ha spiegato Kearns, portavoce del commissario Ue ai trasporti Sim Kallas.

Dal canto suo l’Iran ha reagito negando la fondatezza di tutte e notizie fin qui riportate. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast ha definito le notizie sulla presunta negazione di carburante come parte di una “guerra psicologica”, portata avanti dalla comunità internazionale “con l’intento di creare un’atmosfera negativa”. Peccato che le notizie sui mancati rifornimenti di carburante siano state rilasciate all’Isna – importante agenzia stampa iraniana – dal segretario dell’Unione aerea iraniana, esponente della Repubblica islamica.

Di fatto a confortare le dichiarazioni di Mehmanparast sono giunte anche le note ufficiali del ministero dei Trasporti tedesco, del governo Inglese e di quello degli Emirati Arabi, i quali hanno tutti negato l’esistenza di direttive governative che vietino il rifornimento di materiale combustibile a compagnie aeree iraniane. Intanto le due dirette interessate – le compagnie Iran Air e Mahan Airlines – non hanno saputo dare ulteriori chiarimenti. L’intrigo internazionale intorno all’Iran, al suo programma nucleare e alle sanzioni imposte dall’Onu si fa sempre più fitto.

Roberto Del Bove