Rissa in Parlamento, scontri in piazza: Berlusconi al capolinea?

E’ stata una mattinata ad altissima tensione, quella appena trascorsa dalle parti di Piazza Colonna a Roma. Mentre a Montecitorio era in corso una seduta sul disegno di legge scritto dal ministro della Gioventù Meloni in merito al riconoscimento e il sostegno delle comunita’ giovanili, “spazi di aggregazione giovanile gestiti da associazioni di ragazzi”, di fronte al palazzo hanno manifestato la “Federazione Italia per il Superamento degli Handicap” e la “Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili”, con l’adesione di Cgil e dei partiti di opposizione (Pd, Idv, Federazione della Sinistra), contro le norme, che sarebbe introdotte con l’approvazione della manovra economica voluta dal ministro Tremonti, fortemente penalizzanti per i portatori di handicap.
A Piazza Navona, intanto, alcune centinaia di docenti, precari e stabili, provenienti da tutta Italia sono scesi in piazza con i Cobas che, dopo aver bloccato, a giugno, circa 25mila scrutini con uno sciopero di due giorni, hanno dato vita ad un presidio contro “l’immiserimento della scuola pubblica” e contro la “finanziaria-massacro”.

Si sono registrati scontri, invece, fra il corteo dei terremotati aquilani, circa 5mila, giunti nella capitale per manifestare contro il Governo e chiedere la sospensione delle tasse e l’avvio della ricostruzione, e le forze dell’ordine schierate all’altezza di Piazza Venezia e Via del Corso, al fine di impedire ai manifestanti di raggiungere Piazza Montecitorio.
Momenti di grande preoccupazione, quindi, per il premier Silvio Berlusconi, che si è trovato lo scontro sociale a pochi passi da casa, portato proprio da quei cittadini su cui aveva costruito il mito del “miracolo” e del “buongoverno”.

All’interno della Camera, intanto, i deputati del Popolo delle Libertà hanno ben pensato di liberare la tensione accumulata in questi giorni di continui litigi interni improvvisando una spedizione punitiva, a suon di urla e botte, contro i banchi dell’Italia dei Valori, per vendicarsi delle parole dell’onorevole Barbato, colpevole di aver accusato Giorgia Meloni di voler approvare il suo ddl “non per sostenere i giovani ma la corrente politica sua e di Alemanno e dell’assessore Lollobrigida”, tutti e tre già importanti esponenti di “Azione Giovani”, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale rinato dalle ceneri del fascistissimo e missino “Fronte della Gioventù”.
Solo l’intervento dei commessi, schieratisi a protezione dei banchi dell’opposizione come richiesto dal vice Presidente Rosy Bindi, ha evitato il prolungarsi del contatto fisico fra i due gruppi, innescato quando alcuni deputati del PdL, fra cui Rampelli e Bianconi, hanno cercato di raggiugere Barbato.

Con questo clima rovente, nelle piazze come all’interno del Popolo delle Libertà, come si evince anche dalla rissa di questa mattina, da domani la maggioranza dovrà sostenere una serie di prove fondamentali per la sua tenuta, a partire dal voto sulla manovra economica, sul ddl intercettazioni e sui nuovi tagli alla pubblica istruzione.
“Fuori cortei, dentro risse. – scrive qualcuno sulla bacheca del profilo Facebook del “Popolo Viola” – C’è qualcosa che non va. Qualcuno inizia a rendersene conto?“.

Mattia Nesti