Venezia: uccide l’ex fidanzata e poi tenta di ammazzarsi

La morte di Roberta è solo l’ultimo caso di follia omicida contro le donne. Ennesima storia di un amore che giorno dopo giorno diventa ossessione e conduce alla morte. A Spinea, piccolo centro nel veneziano, chi conosceva questa coppia non riesce ancora a crederci. Come ogni coppia i due avevano avuto giorni felici, sereni, poi la crisi e le liti sempre più frequenti, da lì la decisione di separarsi.

Andrea Donaglio, 47 anni,  non aveva saputo accettare la fine della storia con Roberta Vanin, 43 anni, il sospetto che lei potesse avere un altro uomo e un’altra vita non gli dava tregua. Un amore troppo grande per accettarne la fine, un amore malato che si è trasformato in follia, uno stimato professore di chimica che si trasforma in un assassino. Lei solare e spontanea, lui più cupo e riservato “Lui era ossessionato da questo amore che probabilmente aveva perso – così parla chi Andrea lo conosceva bene – cercava di suturare questa ferita amorosa invece è andata a finire in tragedia”.

Proprio le stesse amiche e clienti di Roberta, hanno raccontato negli ultimi tempi di un Donaglio che piangesse e fosse affranto per questa situazione. Non accettava l’idea di vederla al fianco di un altro uomo. “Era davvero disperato per quanto successo – dichiara una donna arrivata fuori dal negozio “Bio Vita” – e questo Roberta me lo aveva confidato non più tardi di pochi giorni fa. Era stata solo una semplice battuta, non avevo approfondito l’argomento e non siamo più entrati in discorso. Ma questo sconforto di Andrea era ben noto”.
La famiglia di Roberta aveva iniziato a preoccuparsi quando era stata informata che Donaglio aveva minacciato Roberta sempre con un coltello. Federico, il ragazzo di lei, e le sue amiche, avevano chiesto a Roberta di denunciare l’uomo ma lei era troppo buona per farlo e non se la sentiva di chiamare le forze dell’ordine e denunciare un uomo che in fondo aveva amato.

L’omicidio è avvenuto durante la pausa pranzo, all’interno del negozio di alimentari biologici di proprietà della donna. Donaglio con un coltello, simile a quelli che si usano in cucina, ha colpito più volte Roberta Vanin tra l’addome e al collo. Poi, con la stessa lama si è ferito stramazzando sul pavimento in un lago di sangue. A scoprire la tragedia il padre dell’omicida che non vedendo arrivare il figlio a casa per pranzo è andato al negozio. Ha aperto con le chiavi, un secondo mazzo che teneva per le emergenze, e ha trovato i due corpi distesi davanti al bancone.

L’uomo ha subito chiamato il 118, sul posto sono arrivati i soccorsi e i medici non hanno potuto che constatare la morte della donna. Il ferito invece è stato trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono considerate gravi. Ora è piantonato dai carabinieri nell’ospedale di Mirano e l’accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario.

Sabrina Ferrante