Violenta una 15enne in auto, parroco denunciato

Sgomento e incredulità tra i parrocchiani di don M. D. M., il parroco di San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, che ieri non si è presentato in chiesa. Nessun malanno, nessuna influenza. Solo tanta vergogna (non potrebbe essere altrimenti) per il prete sorpreso dalla Polizia Stradale di Napoli sulla tangenziale della città mentre in auto consumava un rapporto sessuale con una ragazza di 15 anni adescata per mezzo di una chat.

Ma ben più grande dello sgomento provocato dall’assenza del prete in parrocchia è lo stupore suscitato dal fatto che la Polizia non ha proceduto all’arresto dell’uomo «perchè erano assenti le condizioni richieste dalla legge», ma lo ha solo denunciato a piede libero. Ad ufficializzarlo è una nota della Stradale in cui si evidenzia che la decisione di non arrestare il prete è stata adottata «previa informazione ed intesa con il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Napoli». La precisazione di oggi fa seguito alla volontà, espressa ieri da Vincenza Calvi, presidente dell’associazione antipedofilia “Un Patto per la Vita”, di volere denunciare i poliziotti per il mancato arresto del sacerdote. Nella stessa nota il commissario campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli aveva sottolineato che «in tutti gli altri casi simili c’è sempre stato l’arresto» e che «non era comprensibile come mai, questa volta fosse scattata soltanto la denuncia». Dura anche la reazione di Don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter onlus, il quale ha chiesto «che questo prete sia perseguito penalmente e canonicamente». Mentre secondo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, «sarebbe necessario spretare il colpevole. Non sono ammissibili i perdonismi».

«Vi prego, non mi rovinate» è, invece, il disperato ma non convincente appello del parroco, la cui vita è destinata ormai a cambiare totalmente.

Agli assistenti sociali, che in queste ore la stanno seguendo, la ragazzina ha detto: «Ci siamo conosciuti a gennaio ma incontrati soltanto tre volte. In verità, ci vedevamo su Messenger». E proprio online sarebbero avvenuti altri scabrosi episodi, attraverso la webcam: «Gli piaceva masturbarsi davanti a me. Chiedeva anche a me di farlo. Una volta – aggiunge la liceale – tirai su la maglietta, ma provai vergogna e mi coprii il seno con le mani».
Un racconto che getta l’ennesima ombra sull’operato di ormai non pochi rappresentanti ecclesiastici e porta alla luce ancora un altro caso di pedofilia all’interno della chiesa (o su una tangenziale per l’occasione). La ragazzina è stata intanto riaffidata alla madre (i genitori sono separati) ma l’assistente sociale ha chiesto il sostegno di esperti in neuropsichiatria infantile, dal momento che «la ragazza ha mostrato tante fragilità e una quasi totale chiusura verso il mondo esterno».

Raffaele Emiliano