Intercettazioni: più tempo e meno scontri, forse

Dato che il testo delle intercettazioni era stato, fino ad ora, ma a più riprese, giudicato intoccabile, o meglio ancora “blindato” dai suoi stessi fautori, puntuale arriva la dichiarazione di Franco Frattini, Ministro degli Esteri: “Il testo sulle intercettazioni non è intoccabile, terremo conto delle perplessità del Quirinale”. Appunto.

Il Premier ha comunque fatto sapere che “ la privacy va difesa ad ogni costo“, quindi, nessun cambiamento per quanto riguarda le sanzioni riguardanti gli editori in caso di trasgressione delle regole; ma, perchè in Italia c’è sempre un “ma”, molti giudicano troppo alte le suddette sanzioni e c’è chi sostiene a gran voce la necessità di una loro revisione. Sembra comunque che il Governo preferisca venire incontro al Presidente Napolitano, che ha espresso, anche lui, diverse perplessità sul ddl in questione.

Sulle parole di Frattini, Il Pd, nella persona di Donatella Ferranti, capogruppo della commissione giustizia alla camera, ha assunto una posizione di  accondiscendenza prima e di critica poi : “Se a farsi portavoce del vertice del pdl è addirittura il ministro degli esteri vuol dire che la rottura interna alla maggioranza assume ormai una dimensione internazionale. Non si comprende in ogni caso con quale titolo Frattini pensa di poter dettare i tempi al parlamento. Sull’apertura alle modifiche auspichiamo che il ministro abbia consapevolezza che, anche nel  corso delle recenti audizioni, le perplessità emerse sono radicali e toccano il cuore del provvedimento e non possono essere tradotte in piccoli interventi di inutile maquillage, servono cambiamenti radicali”.

A parte la nebbiosa espressione “la dimensione internazionale della rottura nella maggioranza ” (invertendo gli addendi, il risultato non cambia, nemmeno in politica), il Ministro degli Esteri pare avere tutto il diritto se non di dettare, almeno di suggerire i tempi al Parlamento, quest’ultimo ha poi, ovviamente la possibilità di ascoltarlo o di ignorarlo.

A proposito di tempi, il termine per presentare gli emendamenti sul disegno di legge per le intercettazioni potrebbe essere spostato a martedì; un prolungamento di poche ore, ma necessario, a detta di qualcuno, per completare con cognizione di causa la lista di richieste di modifica al ddl così com’è ora. In questo, ottimisti e pessimisti si dividono; gli uni  pensano che il percorso avrà una sua conclusione prima della pausa estiva, gli altri che slitterà sicuramente al rientro dalle vacanze. Ai lettori viene lasciato l’abbinamento che più loro aggrada rispetto a dove si collocano i primi e i secondi.

Come ha sottolineato ancora la Ferranti, i dubbi sul ddl sono però radicali, e questi stessi dubbi  vengono non solo dall’opposizione, ma anche dalla stessa maggioranza. Come riporta il “Financial Times”, una ipotetica crisi di Governo sarebbe dovuta, più che altro, ai diversi attentati politici alla leadership di Berlusconi nel Pdl, Fini in primis, che, pur avendo dichiarato più volte la sua ferma non volontà di mettere in discussione il bastone del comando del Cavaliere, si lancia contestualmente in affermazioni che di fatto la mettono in dubbio.

A prescindere dalle appartenenze politiche va però sottolineato che una crisi di Governo, in un momento come questo, quando una pesante crisi è ancora in atto, è ben poco auspicabile. I danni economici che ne deriverebbero, soprattutto per i ceti più deboli, sarebbero gravissimi, l’economia, già abbastanza disastrata per motivi indipendenti dalla politica subirebbe molto probabilmente un contraccolpo non indifferente, senza contare le ulteriori enormi spese per il paese derivanti dal dover sostenere eventuali nuove elezioni. C’è da augurarsi  un momento di profonda riflessione da parte di tutti.

A.S.