Manifesti Pd in arabo, la Lega insorge

Titolo in italiano, sottotitolo in lingua araba. Ad esibirli sono un manifesto, un volantino e una brochure realizzati dalla sezione del Partito Democratico di Castelfranco, in provincia di Modena, per invitare gli immigrati di lingua araba alla festa di partito che si terrà a Bosco Albergati, piccolo centro della rossa Emilia.

Per gli organizzatori, vista l’alta percentuale di stranieri che vivono nella zona, utilizzare l’arabo è stato una scelta di buon senso, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Repentina è giunta infatti la protesta da parte di alcuni esponenti della la Lega Nord, secondo i quali si tratta solo “di un modo per fare cassa” che rispecchia “una visione miope” del grande partito.

Tra i più polemici nella schiera leghista è il consigliere regionale Andrea Leoni, il quale dichiara: “Sono rimasto colpito dal vedere che il Pd ha voluto aggiungere l’arabo per promuovere la propria festa. Non è mio costume entrare nel merito delle decisioni di un partito, mi limito però a costatare che tale scelta la dice lunga sul tipo di politica multiculturalista del Pd. Una visione miope che evidentemente guarda con interesse agli arabi, anche rispetto ai tanti altri stranieri di diverse nazionalità che vivono in provincia di Modena. Abbiamo sempre sostenuto che il vero strumento per l’integrazione sia la conoscenza della lingua italiana, ma si sa che le ex feste dell’unità portano soldi al partitone e quindi altro che integrazione, l’importante è che si presentino alle casse. Ora che hanno intrapreso questa strada perché non chiamarla direttamente Festa della Mezzaluna. Chissà – prosegue con tono ironico il leghista –  che cosa faranno ora i vecchi militanti che per anni hanno abbrustolito salsicce di maiale quando non potranno più darle alla nuova clientela?

Davide Baruffi, segretario provinciale del Pd, difende invece la scelta del suo partito: “Leoni è solo uno che le spara grosse, perché non conosce abbastanza l’Italia e non vive nel 2010. O forse preferisce i bianchi, cristiani e occidentali. Se viaggiasse un po’ di più per l’Emilia e per l’Italia, e frequentasse uffici pubblici, musei, ma anche, più semplicemente, supermercati, capirebbe quanto il suo stupore sia fuori tempo”. Le scritte in arabo che promuovono la festa Pd sono “semplici informazioni”, certamente più utili, aggiunge l’esponente democratico, “di quelle in dialetto sassolese che la giunta vuole piazzare all’ingresso del comprensorio ceramico per rendere più facile la vita ai camionisti bulgari e finlandesi”.

Ancora una volta l’apertura nei confronti del mondo arabo provoca perplessità e sospetti  nel Carroccio, che non perde occasione di vantare il proprio orgoglio cristiano, anche a costo di rasentare atteggiamenti dichiaratamente xenofobi.

Raffaele Emiliano