Mondiali 2010: le nuove scoperte dal Sudafrica

Mesut Ozil, 22 anni, stellina della Germania

Talenti, giocatori di prospettiva, potenziali meteore, vere e proprie incognite. Come ogni quattro anni, il campionato del mondo diventa talent scout e dà alla luce elementi nuovi, semisconosciuti, prossimi ad un bivio fatale che li porterà ad intraprendere due strade opposte: quella della gloria, o dell’anonimato. Analizziamoli uno per uno, cercando di capire chi fra loro potrà godere di un futuro radioso.

Andando per ordine, iniziamo da coloro che han lasciato il mondiale al primo turno. Il Sudafrica padrone di casa ha messo in mostra il solo Siphiwe Tshabalala (26 anni), intermedio sinistro di centrocampo in grado di giocare anche sull’esterno. Forte fisicamente, dalla discreta tecnica, ha realizzato il primo gol della rassegna al Messico (spettacolare sinistro sotto l’incrocio dei pali) salvo poi calare di rendimento nelle gare contro Uruguay e Francia. Restando nel continente nero, segnaliamo il roccioso difensore Madjid Bougherra (28), una sorta di “Cannavaro algerino”, il terzino destro camerunense Stephane Mbia (24) ed il fantasista Gervinho (23), tra i pochi elementi dai piedi dolci della Costa d’Avorio. Viaggiando tra Oceania, Europa e Asia citiamo l’attaccante Brett Holman (26), il più positivo dell’Australia, l’esterno serbo Milan Jovanovic (29), già pluriambito sul mercato, e il centravanti nordcoreano Jong Tae Sae (26). Il quale, oltre a versare commoventi lacrime durante l’inno nazionale, ha anche mostrato una buona tecnica individuale ed una discreta capacità nel tener palla e far salire la squadra.

Ripartendo dall’Africa rendiamo onore al Ghana, ad un passo dalla storica qualificazione alle semifinali. La formazione di Rajevac ha messo in mostra ottimi singoli come il regista Anthony Annan (24), il possente e tecnico centrocampista Kevin Prince Boateng (23) ed il fantasioso esterno André Ayew (20). Rivelazioni del mondiale son state certamente le squadre americane. Strepitosa la fucina di talenti del Messico: Pablo Barrera (23), Carlos Vela (21), Giovani dos Santos (21) ed il ‘Chicarito’ Javi Hernandez (22) hanno incantato le platee con deliziose giocate ed eccellenti doti di rapidità. Nel Paraguay si è messo particolarmente in mostra il forte difensore centrale Antolin Alcaraz (28), in gol contro l’Italia lo scorso 14 giugno. Autentica rivelazione del Cile l’esterno sinistro offensivo Jean Beausejour (26): veloce, tecnico e per nulla intimorito dinanzi ad avversari più blasonati. Asia ed Europa si dividono: nel Giappone han brillato il terzino sinistro Yuto Nagatomo (24) e il fantasista Keisuke Honda (24), obiettivi di mercato di club italiani e non solo. Nella Slovacchia killer degli azzurri si son messi in mostra la guizzante ala Miroslav Stoch (20) ed il possente centravanti Robert Vittek (28), quattro gol all’attivo (ben due rifilati all’Italia).

Tra le prime quattro, gli uomini rivelazione appartengono paradossalmente a Uruguay e Germania, entrambe fatte fuori dalla finalissima: Luis Suarez (23), stellina uruguagia assente per squalifica nella semifinale contro l’Olanda, ma fin lì autore di tre reti (splendido il gol qualificazione contro la Corea del Sud agli ottavi), e Mesut Ozil (21), nuovo gioiello del calcio teutonico, abile a superare a pieni voti la prima avventura mondiale, piazzandosi sulla trequarti campo tedesca (in sostituzione di capitan Ballack, infortunato) e disegnando sempre gran calcio. Chiudiamo con le due finaliste: Olanda e Spagna. Forse non è un caso, ma entrambe non hanno proposto novità essenziali, puntando sull’usato sicuro. Segno che aldilà di tutto, esperienza e piena consapevolezza dei propri mezzi (da non confondere col concetto di ‘vecchiaia’, Italia docet) riescono quasi sempre ad avere la meglio su una gioventù beata, ma forse inadatta sino in fondo a vincere.

Alessio Nardo