Mondiali 2010, un italiano in semifinale: il pro-Cassano colpisce anche a Durban

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Falco, 23 anni, da Pescara: invasore pro-Cassano

Italia – Olanda, Pescara, un giovane con una maglia blu riportante il logo di Superman sul petto esce tra la folla degli spalti ed entra in campo andando in direzione del ct Marcello Lippi: sul retro della maglia ha scritto “Cassano in Nazionale” provocando così il tecnico di Viareggio che già all’epoca aveva iniziato la sua politica di esclusione per il talento di Bari. Il tifoso venne subito fermato e rimandato a casa: come escamotage era riuscito ad ottenere una zona più semplice da attraversare in qualità di accompagnatore di un paraplegico.

Ma non si può fermare così facilmente un invasore professionista e durante Sampdoria – Napoli del 16 Maggio, ultima di campionato che valse ai genovesi la qualificazione ai preliminari di Champions League, la scena si ripete: fintosi stavolta un falso steward, indossando una pettorina di colore arancione, il ragazzo è scattato in campo con un fulmine indossando la stessa maglia che invocava Cassano in Nazionale. In quel caso il numero 99 della Sampdoria, impietositosi per la bontà del tifoso, chiese di avere riguardo per il giovane pescarese che venne messo in stato di fermo per 12 ore e poi condannato a 10 mesi di carcere più l’impossibilità di entrare in uno stadio fino al 2018.

Troppo facile. Oggi si è consumato il terzo atto della vicenda: fintosi falso invalido è arrivato a Durban, Sud Africa, entrando tra i tifosi ed eludendo tutta la sicurezza durante la semifinale tra Germania e Spagna conclusasi da poche ore col risultato di 0 – 1. L’avviso l’aveva già inviato tramite un sito dove aveva pubblicato la foto del biglietto della gara acquistato regolarmente e inoltre aveva studiato attentamente come entrare in campo: stavolta sulla solita maglia oltre a “Cassano in Nazionale” c’erano due sponsor, di aziende che gli hanno pagato la trasferta e fornito i soldi necessari al viaggio, e altre due scritte che recitavano “Lippi te l’avevo detto” e “Peace in the World” lasciandosi andare quindi anche ad una richiesta worldwilde. Al 4′ minuto di gara quindi il giovane Falco, come si fa chiamare, è entrato in campo, ha suonato la sua vuvuzela rossa e poi si è lasciato bloccare con soddisfazione.

Verrà processato per direttissima, quindi tramite procedimento penale velocizzato così da avere una sentenza rapida per essere stato colto in flagranza di reato. Intanto ha dato a tutti i giornalisti l’occasione di dire “un po’ di Italia in semifinale”: ora bisognerà impegnarsi per trovare quel po’ anche in finale.

Mario Petillo

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