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Pamplona: secondo giorno, 39 feriti

Pamplona: è finito il secondo degli otto giorni previsti, ogni anno, durante i quali, per festeggiare il patrono della città, San Firmino, vengono liberati dei tori nelle strade;  gli stessi vengono fatti correre circondati da persone che li seguono, li precedono, corrono al loro fianco, dimostrando tutto il coraggio di cui sono dotati.Il suddetto coraggio ha però provocato ben 39 feriti in due giorni. Se ieri, a rimetterci in modo grave era stato un 18enne australiano, colpito da una cornata alle vertebre lombari, oggi è toccato ad uno spagnolo, infilzato al torace e ad un irlandese rimasto offeso ad una gamba. Festa finita per loro quindi, ma anche per altre 37 persone, pur meno gravi, alle quali vanno aggiunte le due del primo giorno.

Non c’è che dire, un vero e proprio bollettino di guerra, stilato in occasione di quella che invece dovrebbe essere una festa. Viaggiando ad una media di venti feriti quotidiani, in otto giorni si raggiungono i 160, nell’attesa che ci scappi il morto per fomentare ulteriormente le polemiche, inutili visto che totalmente inascoltate dalla popolazione locale.

La cosa che più stupisce è che tali polemiche acquistano un senso solo in caso si verifichi una disgrazia fatale e tra l’altro lo acquistano solo temporaneamente. Classificando la morte di un partecipante alla festa di San Firmino come una “disgrazia” appunto, è possibile schivare molte delle critiche portate da chi contro tale pericolosissima tradizione ormai si batte da molti anni.

Se poi si decide, malauguratamente, di far notare anche la “posizione” del toro, apriti cielo; anatemi come “questi animalisti da quattro soldi devo imparare a farsi gli affari loro” e simili si sprecano,come se il toro fosse un oggetto privo di vita, a totale disposizione dei “festaioli”.In ogni caso i fatti rimangono ; una quarantina di feriti in due giorni nell’edizione 2010, 16 i morti dal 1922, impossibile contare le persone che hanno subìto danni più o meno gravi, per un motivo o per l’altro, dalla suddetta data. Tutte queste persone, forse, se la saranno pure  cercata, ma anche questa teoria non pare essere un motivo sufficiente a giustificare la persistenza di queste pratiche, che, perlomeno nelle loro conseguenze, risultano davvero assurde.

A.S.