San Marino: il nuovo turista è la TBC

Tutti in attesa col fiato sospeso. Nella speranza  che il piccolo caso già scoppiato non assuma proporzioni più vaste. Attimi di paura in queste ore a San Marino, il minuscolo Stato sito in territorio italiano, dove la sventurata vicenda di una studentessa 25 enne di Rimini sta tenendo in apprensione l’intera popolazione.

Alla giovane, iscritta ad uno dei corsi di laurea dell’Ateneo locale, è stato diagnosticato il morbo della Tubercolosi. Immediata l’attivazione del protocollo di emergenza, con la somministrazione delle relative misure profilattiche. 200 persone, tra compagni di corso, docenti, personale universitario e frequentazioni esterne della ragazza, sono state sottoposte al test Mantoux, in grado di rilevare la patologia.

Di concerto con le Aziende Sanitarie di provenienza degli individui coinvolti, all’interno del Polo Universitario è stato allestito un piccolo ambulatorio. La segreteria di Facoltà si è quindi premurata di riunire tutti gli interessati in un’apposita area, al fine di non arrecare eccessivo disagio alla normale prosecuzione delle lezioni e degli esami. Il tutto si è svolto in un clima sereno, ma la preoccupazione per i possibili risvolti della situazione è palpabile tra le autorità. I risultati dei test, effettuati negli ultimi due giorni, saranno disponibili a breve. Sono infatti necessarie 72 ore perché l’agente della tubercolina attivi i ricettori che palesano la malattia.

Tra le istituzioni l’auspicio è che si tratti di un caso isolato ma si ha già la consapevolezza che, anche nella più rosea delle ipotesi, sarà necessario monitorare la situazione per lungo tempo. La Tubercolosi è infatti una patologia il cui contagio può manifestarsi dopo settimane o addirittura mesi, sotto forma di attacco al sistema respiratorio.

Nel frattempo la studentessa malata rimane ricoverata presso il reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Rimini e, secondo l’ultimo bollettino diramato dalla dirigenza sanitaria, le sue condizioni sono stazionarie, generalmente buone e non destano particolari preoccupazioni. Ma l’allerta rimane alta.

Katiuscia Provenzani