Alemanno: dietrofront sulle nuove norme per i taxi

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fa dietrofront dopo essersi opposto alla decisione comunale riguardo lo scontrino obbligatorio per i tassisti romani. “Dopo un’attenta verifica con l’assessore Sergio Marchi e il presidente della Commissione Mobilita’, Antonello Aurigemma, posso affermare che l’emendamento sulla delibera riguardante le tariffe taxi e’ equilibrato nel difendere i diritti dei tassisti e quelli degli utenti. Infatti questo emendamento non prevede l’introduzione nei taxi di un dispositivo elettronico per il rilascio di uno scontrino o di una ricevuta fiscale, ma l’obbligo per le auto bianche di sostituire i vecchi blocchetti anonimi con apposite ricevute, senza valore fiscale”. Questo è quanto dichiarato dal primo cittadino della capitale.

“L’introduzione di ricevute fiscali, infatti, e’ materia di competenza dello Stato su cui le amministrazioni comunali non hanno alcun potere di delibera. Si dovranno, invece, introdurre ricevute contenenti il logo del Comune di Roma che dovranno attestare il luogo di partenza e di arrivo, il costo e la lunghezza della tratta percorsa. Una tutela in piu’ per utenti e operatori senza oneri eccessivi per i tassisti. Tutti gli allarmi lanciati, quindi, si riducono in strumentalizzazioni di chi non ha alcun interesse a migliorare il servizio e a tutelare la categoria – conclude il sindaco di Roma- Voglio sottolineare inoltre che per la prima volta la rimodulazione delle tariffe taxi non sta arrivando attraverso una delibera di Giunta ma dopo una discussione del Consiglio comunale dove tutti hanno potuto dare il loro contributo. Proprio per questo e’ impensabile da parte nostra ritirare questa delibera che sara’ approvata con tutti gli emendamenti del caso”.

Il leader dell’Uritaxi (sindacato dei tassisti romani) ha criticato fortemente l’emendamento definendolo “il colmo dei colmi” dichiarando: “L’emendamento equivale a circa 8 milioni di euro di costo per la categoria. L’unica soluzione percorribile è azzerare tutto e ripartire daccapo. La nostra proposta è quella di ritirare la delibera e riaprire un serio tavolo tecnico di confronto, per riformulare e sottoporre all’approvazione del consiglio comunale entro il 31 ottobre”.

Stefano Bernardi