Angelina Jolie: da mamma a agente 007

Tra tutte le professioni che la rivoluzione dei sessi non era ancora riuscita a sganciare da un primato maschile, quella della spia-uomo d’azione, dello 007, era forse la più resistente. Anche al cinema non è mai stato facile trovare donne che rivestissero il ruolo di una spia eroica e capace di lottare, scalare, saltare da macchine in corsa. Ma Angelina Jolie ha sempre avuto il desiderio di spezzare questo primato maschile e, fin dai tempi di Lara Croft, il suo genere di film preferito è l’action movie. Così, dopo un lungo periodo di sosta torna sul set con Salt, spettacolare film d’avventura che, neanche a farlo apposta richiama gli ultimi sviluppi dello spionaggio (reale) tra USA e Russia. Il motivo per cui ha ripreso la sua attività di attrice proprio con questo film è lei stessa a spiegarlo: «Avevo appena avuto i gemelli, mi sentivo un po’ abbattuta e non solo fisicamente. Quando ho letto la sceneggiatura ero a letto con Brad e gli ho detto: “Penso di avere trovato il mio prossimo film”. Lui mi ha subito sostenuto. Salt è molto fisico e il dover essere al massimo della forma mi ha dato uno stimolo per uscire dal mio stato. È anche drammatico, perché dietro lo spionaggio c’è il percorso di una donna con la sua storia e con le sue scelte. Penso poi sia un buon film per tutte le donne e per le mie figlie. Io sono cresciuta con i film di James Bond e, quand’ero bambina, avrei desiderato ci fosse stata una Evelyn Salt, una donna che sa essere forte mentalmente e fisicamente, badare a se stessa e salvare la vita degli altri. Detto questo, penso che appassionerà sia le ragazze che i ragazzi». (fonte La Stampa.it)

Quindi ecco che Angelina, tanto per contraddire i tanti pettegolezzi sul suo conto, che la volevano decisa a lasciare il cinema per dedicarsi esclusivamente alla famiglia, ritorna al cinema con un rientro a tutta forza, ed a chi sosteneva che avrebbe lasciato il lavoro risponde:  «È incredibile come le parole vengano distorte. Ho solo detto che intendo lavorare nei prossimi anni scegliendo solo progetti davvero importanti».

Luigi Pignalosa