Mondiali 2010: malore superato, Platini ha lasciato l’ospedale

Michel Platini, 55 anni, presidente dell'Uefa

Dopo aver trascorso la notte in ospedale a Johannesburg, Michel Platini è stato dimesso questa mattina. A comunicarlo la Fifa e la Uefa. Con ogni probabilità, dunque, l’ex fuoriclasse della Juventus sarà presente domani sera al Soccer City Stadium per assistere alla finale tra Olanda e Spagna.

Il malore – Ieri sera, durante una cena in un ristorante di Johannesburg, Platini ha avuto un mancamento ed è improvvisamente svenuto cadendo dalla sedia. Immediati i soccorsi, con l’arrivo di un’ambulanza che lo ha portato in ospedale. Le prime ipotesi erano quelle di un attacco di cuore, ma Alain Leblanc, portavoce dell’Uefa, aveva subito smentito: “Al contrario di quanto riportato da alcuni media, devo dire che gli esami effettuati non hanno evidenziato alcun segno di problemi riguardanti il cuore“.

In realtà si è trattato di un malore dovuto alla stanchezza ed alla forte influenza che ha colpito Platini in questi giorni: il numero uno dell’Uefa era debilitato dagli antibiotici e dal fatto che nelle ultime 48 ore aveva mangiato pochissimo. “Ho parlato con il suo assistente, che era con lui quando si è sentito male – ha detto il funzionario dell’Uefa William Gaillard – e mi ha confermato che è semplicemente svenuto, probabilmente a causa dei postumi dell’influenza febbrile che lo aveva colpito nei giorni scorsi, e per il fatto che, proprio a causa dell’influenza, non aveva mangiato nulla quest’oggi“.

Accertamenti negativi – Tutti gli esami a cui è stato sottoposto, dalla tac cerebrale all’elet­trocardiogramma, hanno dato esito ne­gativo. Escluso ogni tipo di complicazione cardiaca, dopo una notte trascorsa in osservazione, Platini questa mattina è stato dimesso. “Tutti gli esami effettuati hanno dato esito negativo – ha detto ancora Gaillard –. I medici mi hanno detto che non c’è nulla di cui preoccuparsi, non è nulla di serio. Quando una persona sviene la gente immagina il peggio, ma in tanti qui hanno l’influenza e la febbre, qui è inverno, è normale“.

Pier Francesco Caracciolo