Berlusconi: “Io playboy? No, playold”

«Non sono più un playboy, ma ormai un playold». Berlusconi ha voluto concludere con questa battuta un po’ sopra le righe il suo intervento a Euromed, il Forum per il Mediterraneo in corso a Milano. Invitando poi il parterre di rappresentanti dei governi e ambasciatori della sponda Sud del Mediterraneo, a portare ogni tanto «anche qualche bella ragazza. Noi l’apprezzeremmo perchè siamo latini».

Ma lasciando da parte i soliti apprezzamenti alle donne pronuciati dal Presidente del Consiglio e ormai noti alla cronaca politica di tutto il mondo, quello di oggi è parso un Berlusconi più frizzante che mai. Forse per cercare di far dimenticare ai cronisti la precaria situazione che sta vivendo il suo Governo, il discorso del primo ministro ha coinvolto vari temi, dalla “politica del cucù”, alla rivendicazione dei meriti italiani per i non risultati del G20 sulla tassa per le banche, sino all’attacco quotidiano ai giornali.

«Ho inaugurato la politica del cucù che vuol dire essere aperti agli altri, all’amicizia e avere la volontà di essere amici di tutti i Paesi del Mediterraneo», ha detto Berlusconi. «Posso dire di essere amico di molti leader di Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e con una telefonata si risolvono i problemi e quella barriera che è costituita dai rapporti politici difficili, da una burocrazia difficile, il governo italiano ha fatto molto per ridurla o toglierla di mezzo».

Berlusconi ha inoltre ricordato che l’Italia e il Governo hanno sempre lavorato per un forte dialogo euro-mediterraneo e, rivolgendosi agli imprenditori presenti in sala, ha affermato che il governo è «a disposizione per risolvere qualsiasi problema» di ogni singola azienda o imprenditore.

«Lasciate che il governo italiano si assuma il merito che nell’ultimo G20 non sia stata decisa nessuna tassa sulle banche o sulle transazioni finanziarie – ha sottolineato durante il suo intervento Berlusconi – Sarebbe stata solo una gabbia. Queste misure sono passate nel dimenticatoio. Non se ne è fatto cenno».
E ancora il solito attacco alla stampa: «Qualcuno ha scritto che il G8 è ormai superato. Mi sembra che questo sia il divorzio di certa stampa dalla realtà». Ha concluso in questa maniera il premier, secondo il quale il G8 è invece ancora «un momento di coesione, di vicinanza e di amicizia tra leader vecchi e leader nuovi», un foro che continua ad avere una sua forte utilità.

Raffaele Emiliano