Berlusconi: legge-bavaglio entro l’estate, ma i finiani non arretrano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35

Roma, 12 luglio. Silvio ha deciso: entro la prima settimana di agosto la legge-bavaglio deve passare alla Camera. Ovvero incassare un parere positivo sia da parte dei finiani che da parte del Quirinale. Non vi è al momento alcuna intenzione di blindare il ddl con un voto di fiducia, a meno che qualcuno non cerchi di mettere al premier i bastoni tra le ruote, qualcuno come Napolitano, ad esempio.

Intanto tra oggi e domani si attende il parere sugli emendamenti di Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia alla Camera, nonché finiana e relatrice del provvedimento, dalla quale però al momento non trapela nulla. Resta fissato il termine per gli emendamenti a domani alle 15.00. E’ previsto invece per il primo pomeriggio l’incontro tra il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, delegato alla trattativa, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, mentre slitta a domani la riunione della Consulta per la giustizia.

Berlusconi deve innanzitutto fare i conti con i finiani. Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, avverte: “Noi non votiamo la legge se i punti che abbiamo indicato non vengono accolti”, e prosegue: “Speriamo di non arrivare a una crisi di governo, ma bisogna che tutti ne tengano conto. Il nostro impegno per una legge che tuteli la legalità e le indagini contro il crimine è un pilastro assolutamente inamovibile”. Granata si riferisce all’uso delle microspie, che questa legge-bavaglio vorrebbe circoscrivere soltanto a situazioni in cui è accertato che siano in corso attività criminose, e alla durata delle intercettazioni, che questa legge fissa a 75 giorni, prorogabili ogni tre giorni.

Il Pdl deve tener conto anche del monito del procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso che ieri ha dichiarato: “Mi aspetto delle modifiche, sono sempre stato fiducioso. Ho dato le indicazioni al Parlamento, ora la scelta è politica”, riferendosi agli undici punti da lui evidenziati, che coincidono poi con le indicazioni del Quirinale: “Non credo che tra quei punti se ne possa scegliere qualcuno a scapito di altri”.

Ed infine c’è l’Europa. La legge-bavaglio, secondo lo European Writers Council, la federazione che riunisce 60 sindacati degli scrittori di 33 paesi, mette “in discussione la libertà d’informazione e d’espressione in Italia”. Ma a Berlusconi e alla sua maggioranza non basta, così cade inascoltato anche il suggerimento che giunge dagli Udc Enzo Carra e Savino Pezzotta, che invitano il premier “a lasciar perdere la legge-bavaglio perché quel bavaglio sarebbe meglio metterlo agli spioni, ai complottisti, ai faccendieri che si agitano alle sue spalle”.

Alessandra Maiorano