Mondiali 2010, Spagna: per Casillas lacrime di gioia

Il day after per la Spagna Campione del Mondo è uno di quei giorni da incorniciare, uno di quei giorni in cui svegliarsi vuol dire rendersi conto di aver fatto qualcosa di epico e irripetibile. Qualcosa che rimarrà indelebilmente nella storia di una intera nazione, finalmente entrata nell’olimpo del calcio mondiale con quella prima stella da cucire nel petto che vuol dire immortalità. Per una generazione, quella spagnola, veramente baciata dal Dio del pallone.

La Spagna è campione del mondo con record, prima nazionale del pianeta a  conquistare l’iride dopo aver perso la partita d’apertura e prima nazione Europea ad aver vinto il titolo fuori dai confini continentali. Senza contare la doppietta Europeo-Mondiale, già centrata da altre due splendide nazionali; la Germania di Beckenbauer  negli anni ’70 e la Francia di Zidane tra 1998 e 2000.

 

“È una gioia immensa che non riesco a descrivere. Ora non vedo l’ora di tornare a casa  per dividere questa felicità con tutta la nostra gente. Qui è arrivato il coronamento di un lavoro durato anni. Quando ho segnato ho pensato alla mia famiglia, a tutti, ma questa rete, la più importante della mia vita, la voglio dedicare soprattutto al mio amico Dani Jarque. Queste le parole del match winner Andreas Iniesta, ancora ebro di felicità dopo il gol che ha fatto impazzire tutta la Spagna con una dedica speciale all’ex capitano dell’Espanyol Dani, sentitosi male mentre era in ritiro con la sua squadra a Coverciano nell’agosto 2009 e morto nelle ore successive.

E per chi ride di gioia per la vittoria c’è chi invece non è riuscito a trattenere le lacrime: “ è un’emozione troppo forte, non pensavo che fosse così. Avevo detto che la finale la giocavamo per vincerla e ce l’abbiamo fatta, anche se l’Olanda è stata un’avversaria davvero scorbutica”. Parliamo dell’estremo difensore del Real MadriIker Casillas che ha concluso: “Sono immensamente felice. So che altre volte abbiamo giocato meglio, ma l’importante era vincere questa finale, anche perchè non è stato affatto facile. Ora a casa ci aspetta la storia”.

E come dargli torto…

Paolo Piccinini