Anche all’Onu non piace la legge bavaglio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:33

Ginevra, 13 luglio. Dopo l’Osce e il dipartimento della Giustizia americano, interviene anche l’Onu, e lo fa per bocciare il ddl intercettazioni. Il relatore sulla libertà di espressione delle Nazioni Unite, Frank La Rue, in una nota fa sapere che la legge se adottata ”nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia”, e chiede al governo italiano che questa venga abolita o modificata. Pur sapendo che l’intento di questa legge bavaglio vuole essere quello di rispondere “alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy”, La Rue riconosce anche che “nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione”. E annuncia una missione in Italia nel 2011, proprio per vigilare e studiare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà d’espressione.

In particolare, nella nota, La Rue individua tra i punti critici le sanzioni previste per giornalisti ed editori che pubblicano intercettazioni prima dell’avvio del processo, ritenendo che “Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere e una sanzione fino a 10mila euro per i giornalisti e 450mila euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato”. Non solo, La Rue ritiene che “queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d’Europa”. Altro punto critico, la condanna di reclusione fino a 4 anni per i giornalisti non  professionisti se registrano e diffondono conversazioni o comunicazioni senza il consenso della persona coinvolta, a tal proposito osserva La Rue “Una sanzione così severa minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Italia è parte”.

La reazione della maggioranza è un misto di stupore e offesa. Il ministro degli Esteri Frattini si dice “fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell’Onu”, ricordando che in “tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide”, ed invita il relatore La Rue a leggere la proposta legislativa prima di esprimere commenti. Capezzone, portavoce del Pdl, non si stupisce e va al contrattacco: “Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo, troverei utile che i funzionari dell’Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano comunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell’organo, di questo o quell’ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite”. E continua: “E’ invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell’Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia. Mi auguro che la politica italiana tutta, maggioranza e opposizione, abbia dignità sufficiente per respingere accuse inverosimili”. Sembra però che la politica italiana tutta, al di fuori del Pdl, dal quale vanno esclusi i finiani, ma anche quella europea e addirittura quella internazionale si siano accorti  di quanto questa legge sia ingiusta e lesiva della libertà di espressione e di stampa. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Alessandra Maiorano