Contro le telefonate indesiderate nasce il registro anti-telemarketing

Dopo due anni di pressoché totale anarchia, durante il quale il governo, con il decreto “mille proroghe”, ha permesso alle aziende di telefonare agli utenti anche senza il loro consenso, finalmente arriva uno strumento contro le “scocciature” ricevute al telefono. La situazione nel nostro Paese era arrivata ad essere così anomala che a gennaio la Commissione Europea aveva addirittura aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per violazione delle norme comunitarie sulla privacy.

Tra 90 giorni gli italiani potranno finalmente dire addio al problema, avendo un’arma in più per evitare di ricevere telefonate pubblicitarie non richieste e ancor meno gradite: parliamo del “registro pubblico delle opposizioni”, appena approvato con decreto del Presidente della Repubblica.

E sebbene non pochi esperti e addetti ai lavori (tra cui il Garante della Privacy) mostrino seri dubbi sull’efficacia che il registro potrà avere nel far fronte al problema che assilla milioni di italiani, alle prese con agenzie di telemarketing invadenti e insistenti (e in certi casi pure truffaldine, perché attivano servizi non richiesti), è questo sicuramente un primo passo. Tant’è che l’iscrizione al registro sarà gratis.

Il metodo di attivazione è sin troppo semplice: l’utente potrà iscrivere il proprio numero al registro, tramite e-mail, modulo via internet, telefonata al numero verde o raccomandata (solo in quest’ultimo caso si pagano le normali spese postali). In tal modo quel numero non potrà più essere chiamato a scopi pubblicitari o per vendere prodotti.
Gli indirizzi dove potersi iscrivere devono essere ancora pubblicati. Non è ancora chiaro, inoltre, chi dovrà gestire il registro, ma pare certo che sarà comunque un soggetto terzo rispetto al ministero dello Sviluppo Economico (che ha emanato il decreto). “Un’ipotesi è che a gestirlo sia un consorzio di operatori e di associazioni dei consumatori”, dice Guido Scorza, docente di diritto dell’informatica e blogger appassionato dei temi giuridici legati ad internet.

Tra i più critici nei confronti del nuovo servizio l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), che critica, tra le altre cose, le tempistiche poco certe nel decreto, laddove si legge che l’iscrizione al registro avverrà “nel più breve tempo possibile” dal momento della richiesta dell’utente. Aduc lamenta anche che il decreto autorizzi le chiamate indesiderate fino a due mesi dopo la nascita del registro.
“È dubbio anche il potere deterrente delle sanzioni, indicate nel codice della privacy, per le aziende che telefonano a numeri iscritti nel registro”, aggiunge Scorza. Sono cifre che normalmente vanno da diecimila a 120mila euro, triplicabili in base alle condizioni economiche del contravventore. Infine, il registro non può niente se l’utente distratto autorizza le telefonate pubblicitarie su contratti dove per esempio gli viene attivata una sim o una carta fedeltà. “In questo caso, anche se l’utente si è iscritto al registro, riceverà comunque le telefonate. È uno dei limiti del decreto”, conclude Scorza.

Raffaele Emiliano