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Duro colpo alla ‘ndrangheta, oltre 300 arresti in tutta Italia

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Roma, 13 luglio. Ancora un duro colpo alla ‘ndrangheta, sono in corso in queste ore circa 300 arresti da nord a sud. L’operazione, denominata ‘Il crimine’, coordinata dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, sta impegnando circa 3000 uomini tra carabinieri e Polizia di Stato. Le accuse vanno dall’associazione di stampo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall’omicidio all’ estorsione, dall’usura ad altri gravi reati. Sono stati sequestrati, in via preventiva, beni mobili ed immobili per decine di milioni di euro. Si tratta, riferiscono gli investigatori, della più imponente operazione ai danni della criminalità organizzata degli ultimi anni, e che ha colpito tutte le principali cosche calabresi.

Ciò che è emerso dall’inchiesta condotta dai pm Boccassini e Pignatone, è che la ‘ndrangheta nel corso degli anni ha organizzato una struttura unitaria, dove un organo di vertice, “ne governa gli assetti, assumendo o ratificando le decisioni più importanti” e dove vi è “la Lombardia”, ovvero l’insieme dei clan trapiantati al Nord, con una “Camera di controllo deputata al raccordo tra le strutture lombarde e calabresi”. Una ‘ndrangheta che dal 2000 è diventata una “mafia imprenditrice”, che al nord si avvale di colletti bianchi e di imprese controllate da affiliati lombardi.

Tutto è partito da un omicidio avvenuto il 14 luglio 2008, quando Carmelo Novella, in arte compare Nuzzo, venne ucciso in un bar di San Vittore Olone. La sua colpa fu quella di aver sparso in giro la voce che l’organizzazione ‘ndrina lombarda poteva proseguire il proprio percorso criminale in maniera del tutto autonoma rispetto alla casa madre calabrese. Venne subito sostituito da Giuseppe Neri, che assunse la funzione di uomo di collegamento tra il nord e il sud.

A testimoniare l’intreccio tra criminalità organizzata e colletti bianchi, tra gli arrestati spicca Carlo Antonio Chiriaco, nato a Reggio Calabria e attuale direttore sanitario dell’Asl di Pavia, il quale “in virtù del proprio ruolo istituzionale assicura l’assistenza sanitaria, ma anche l’interessamento per investimenti immobiliari e coltiva e sfrutta per i “fini comuni” i legami con gli esponenti politici locali”. Ma anche Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese, e Rocco Coluccio, anch’egli imprenditore e biologo, residente a Novara. Risultano indagati anche l’assessore comunale di Pavia Pietro Trivi, l’ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero e quattro carabinieri di Rho. Si fa evidente come le organizzazioni criminali di tipo mafioso non siano più soltanto operative al sud, ma siano riuscite ad estendere il proprio controllo ed i propri affari anche al nord, facendone ormai una questione non più solo meridionale ma nazionale.

Alessandra Maiorano

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