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Fiat licenzia sindacalista Fiom: 4 ore di sciopero

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Al licenziamento di un delegato di Mirafiori, reo di aver utilizzato la e-mail aziendale per diffondere un volantino di solidarietà dei lavoratori polacchi dello stabilimento di Tichy, risponde in maniera durissima la Fiom-Cgil con l’annuncio di quattro ore di sciopero il 16 luglio in tutto il Gruppo Fiat per chiedere «il ritiro dei licenziamenti e dei provvedimenti di sospensione ed il rispetto degli accordi aziendali».
In una nota della Fiom-Cgil nazionale si legge: «Dopo Pomigliano la Fiat ha scelto la strada dello scontro frontale sui diritti procedendo a sospensioni e licenziamenti di delegati e lavoratori iscritti alla Fiom». E andando oltre l’episodio verificatosi a Mirafiori e che ha innescato la miccia della protesta, si denuncia inoltre nello stesso comunicato che «a Melfi l’Azienda rifiuta di ritirare il provvedimento di sospensione a due delegati sindacali e ad un lavoratore, con la minaccia di passare nelle prossime ore al loro licenziamento».

«Se qualcuno avesse ancora dubbi – prosegue il testo della nota sindacale – Pomigliano non è un caso isolato. È una precisa scelta della Fiat che pensa di usare la crisi per imporre in tutti gli stabilimenti del Gruppo una logica autoritaria e antisindacale nella gestione della produzione e delle fabbriche, cancellando non solo il Contratto nazionale, ma soprattutto il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a contrattare collettivamente la loro condizione lavorativa. Inoltre la Fiat pensa di tagliare ulteriormente il salario dei lavoratori, già falcidiato dalla ricorso alla cassa integrazione, rendendo incerta l’erogazione del saldo del Premio di Risultato, che in ogni caso sarà inferiore a quanto corrisposto nel 2008 e nel 2009».

La sigla sindacale minaccia pertanto di ricorrere, se si presenterà il caso, «a tutti gli strumenti giuridici di tutela dei diritti dei delegati e dei lavoratori».

Alla denuncia dei lavoratori in protesta fanno eco le prime reazioni di alcuni esponenti dell’opposizione e se per Stefano Fassina, responsabile Pd del lavoro, questo episodio rappresenta il frutto «di due anni di incessante smantellamento dei diritti dei lavoratori» provocato da questo governo, Maurizio Zipponi, responsabile dell’Idv dichiara: «questi episodi fanno tornare indietro di 30 anni le lancette dell’orologio».

Raffaele Emiliano