Lei lo lascia, lui tenta di bruciarla viva

Angri, provincia di Salerno: un altro ignobile caso di violenza ai danni di una donna: un operaio ucraino, Valerij Bilyayev, questo sarebbe il suo nome, non ha accettato la seprazione di fatto dalla moglie, una connazionale di 52 anni, separazione avvenuta da circa tre mesi.

Questa notte, precisamente verso le 2, l’uomo si sarebbe recato, per l’ennesima volta, a casa della donna, probabilmente nel tentativo di farle cambiare idea; all’ennesimo rifiuto l’operaio deve però  aver perso la testa, aggredendo la vittima con calci e pugni ed infine ha aperto una bombola del gas rivolgendo il getto verso di lei, facendole prendere fuoco.

La donna, salvata dal personale medico del 118, ha irportato contusioni multiple di media gravità, in più, le ustioni derivate dal tentativo di bruciarla viva da parte del suo ex-compagno hanno ricoperto il 60% del suo corpo. E’ ora ricoverata all’ospedale di Scafati, in prognosi riservata.

Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri hanno dato immediatamente avvio alle indagini che hanno permesso in breve tempo di identificare e rintracciare l’aggressore, rifugiatosi in un appartamento sempre ad Angri. Seppur in modo molto minore, anche l’operaio è stato investito dalle fiamme generatesi dall’apertura della bombola del gas; gli sono state infatti diagnosticate diverse ustioni a livello facciale e delle braccia.Curato presso l’ospedale Pagani dopo essere stato tratto in arresto, è stato in seguito portato alla casa circondariale di Salerno, con l’accusa di tentato omicidio.

Il caso rientra nella categoria “violenza di genere“, dove è troppo spesso l’uomo ad aggredire e la donna a subìre le angherie di individui assolutamente non in grado di accettare il punto di vista o le decisioni altrui, soprattutto quelle femminili. Da queste persone la donna viene infatti considerata “una proprietà” , non autorizzata ad avere opinioni e desideri quindi , ma “appartenente” all’uomo; è un fatto che, storicamente i rapporti siano sempre stati gerarchici e discriminanti verso il genere femminile ed anche se nell’epoca contemporanea tali rapporti sono significativamente mutati, le cronache riportano ancora quotidianamente decine di casi in cui l’uomo  per “interloquire” con la donna utilizza il metodo della violenza. 

A.S.