Peugeot 508… L’enfant è cresciuta

La bella francesina è cresciuta. Che fosse enfant terribile lo si sapeva già. Sportiva, irriverente e pronta a qualsiasi avventura. Linea morbida e temperamento graffiante. Ma ora, com’è nel normale ordine delle cose, anche per lei è venuto il momento di cambiare e il risultato del processo è, senza dubbio, una trasformazione in grande stile.

Peugeot si rinnova e, in un colpo solo, cambia stile, aspetto e politica di brand. Per aggredire un segmento di mercato che finora l’ha sempre tagliata fuori. La sfida si chiama Peugeot 508. Finalmente la casa automobilistica francese si lancia nel settore delle grandi vetture e getta il guanto ai marchi tedeschi, leader del comparto. Berlina e station wagon. Due le versioni della nuova 508. Eleganza, tecnologia ed un occhio all’ambiente. Questi gli ingredienti della ricetta. E non parliamo di semplice rinnovamento ma di metamorfosi che, pur non rinnegando le linee guida del brand, si presenta come totale.

Dimensioni di gran lunga più imponenti, 4,79 metri per la berlina e 4,81 per la station wagon. Sistema meccanico a basso impatto ambientale, grazie al sistema e-HDi. In più, uno Stop&Start a dir poco innovativo che coniuga tranquillità alla guida ed economia nei costi di mantenimento. Nulla sembra esser stato lasciato al caso. Ed il prossimo anno alle dotazioni si aggiungerà la vera chicca. HYbrid4, la grande novità Peugeot, un motore che unisce le prestazioni del diesel al risparmio dell’auto elettrica. 200 CV sotto al cofano, quattro ruote motrici, emissioni ridotte ai minimi termini, solo 99 g/km, che arrivano addirittura a zero quando si viaggia in modalità completamente elettrica. L’inizio di una nuova era e la completa revisione della logica di consumo.

Per avere sotto gli occhi tali meraviglie dovremo attendere il prossimo ottobre quando, al Salone dell’auto di Parigi, avrà luogo la presentazione ufficiale dell’ultimo gioiellino Peugot. La commercializzazione invece avverrà da gennaio 2011. L’auto verrà prodotta negli storici stabilimenti francesi di Rennes-La-Janais per poi essere assemblata nella fabbrica di Wuhan in Cina. Al momento gli attori concorrenti si pongono in una strategia d’attesa, pronti a valutare i risultati concreti della scommessa, ma è molto probabile che debbano presto organizzarsi per affrontare quello che, almeno nelle intenzioni, si preannuncia come un successo oggettivo e largamente diffuso.

Ce l’hanno messa tutta i francesi. Vogliono dimostrare che hanno lavorato tanto e bene. E soprattutto che possono essere competitivi  anche fuori dal loro canonico raggio d’azione. L’enfant, quindi, si fa dame. Ma rimane, sempre e comunque, terribile.

Katiuscia Provenzani