Un test per capire la gravità del dolore al petto

Durante la vita, capita a quattro persone su dieci di avere dolori al petto dei quali è difficile valutare l’origine, soprattutto se legata all’infarto.

Per questo motivo alcuni ricercatori tedeschi dell‘Università di Malburgo, hanno sperimentato un test al fine di distinguere il male al petto semplice, da quello che indica invece una possibile malattia cardiaca.

Facile e veloce, il test è il frutto della lunga analisi su 1200 casi di pazienti, che si sono rivolti al proprio medico di famiglia lamentando dolori al petto.

Tra tutti i fattori ne sono stati selezionati cinque determinanti, tra questi basterebbe riconoscerne almeno tre per essere certi, quasi al 90 per cento che il dolore sia la spia di un infarto o di una malattia coronarica.

Questo test “predittivo” potrebbe essere molto utile, se si pensa che in più di un quarto dei casi, i pazienti che poi hanno avuto un infarto, erano andati dal medico circa un mese prima, lamentando dolori senza riuscire a ricevere un’adeguata diagnosi.

Quest’ultima infatti non è sempre facile, afferma il dottor Giuseppe Di Pasquale presidente della Federazione Italiana di Cardiologia, soprattutto se il paziente è una donna oppure un diabetico, nei quali i sintomi di un infarto o di una malattia coronarica, sono “atipici o molto sfumati”.

Il tipico dolore al petto che presume un principio d’infarto, inizia dietro lo sterno e si irradia successivamente verso collo, spalle, mandibola ed arto superiore sinistro, se il dolore è associato a nausea, vomito e difficoltà di respirazione, è quasi certo ci si trovi di fronte ad un infarto.

Il dottor De Pasquale inoltre, suggerisce nell’eventualità di un dolore prolungato al petto per più di dieci minuti, associato ad un malessere generale, di chiamare anche nell’incertezza il soccorso medico.

Giulia Di Trinca