Bersani: berlusconismo alla frutta

“A questo punto è innegabile che siamo al secondo tempo del berlusconismo, una fase in cui il meccanismo populista si scontra con la realtà, con l’incapacità a fare le riforme necessarie e a parlare con sincerità al Paese”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si trova negli Stati Uniti, ma non rinuncia a fornire la sua personale istantanea della delicata situazione politica del momento.

La sua analisi è tutta improntata sulla critica rivolta all’esecutivo guidato da Berlusconi: “Questo governo – ha spiegato Bersani in un’intervista a “L’Unità – ha dimostrato di non essere in grado di proporre interventi e misure per far fronte alla crisi che abbiano carattere di equità e condivisione. Ha dimostrato di avere in disprezzo le regole democratiche, di volere un Parlamento succube, di pensare di poter attaccare impunemente le istituzioni dello Stato e gli organi costituzionali, di non sopportare – ha continuato – la libertà di stampa. E ora siamo arrivati a una fase in cui l’intero impianto tocca un punto critico“.

Un quadro da resa dei conti, che il segretario dei democratici tratteggia con maggiore nettezza riferendosi agli ultimi scandali che stanno investendo esponenti di spicco del Pdl: “Sotto l’ombrello dell’imperatore – ha ripreso Bersani – si sono creati dei meccanismi quasi feudali, con vassalli, valvassori e valvassini che hanno ritenuto di potersi muovere avendo in mano un pezzo di potere e giostrandolo anche al di fuori dei circuiti istituzionali”. “Berlusconi può tentare il colpo di coda, tentare una chiamata alle armi contro il nemico, che di volta in volta – ha precisato l’ex ministro dello Sviluppo economico – sono i magistrati, i comunisti, i giacobini, i giustizialisti, con l’idea di farla franca e di sottrarsi alle sue responsabilità e ai suoi fallimenti”, ma alla fine – è il ragionamento di Bersani – dovrà capitolare.

“Il Pd – ha annunciato il leader del Pd dagli Stati Uniti – farà una ferma opposizione, tenendo assieme questione sociale e questione democratica, in modo da poter muovere uno schieramento di opinione molto ampio. E lo farà sia in Parlamento che in giro per l’Italia, attraverso giornate di mobilitazione sui temi della manovra, della legalità e della libertà d’informazione”.

E per portare a termine questa faticosa operazione, il segretario dei democratici fa appello al senso di responsabilità delle varie parti politiche. Anche nel centrodestra: “Noi ci rivolgeremo alle forze più responsabili della maggioranza – ha spiegato – perché riconoscano che l’Italia è senza guida, che non si sta facendo nulla per gli italiani, che il Paese è sopraffatto da continue notizie di fatti gravissimi di corruzione, di infezione delle istituzioni e dei luoghi di governo”.

Il futuro dell’Italia – nell’analisi fornita dal segretario del Pd – non può prevedere la permanenza di Silvio Berlusconi al comando: “Per noi questo è un punto ineliminabile – ha chiuso Bersani – Questo è il secondo tempo e un terzo non c’è. Farlo durare a lungo significa soltanto provocare altri danni al Paese”.

Maria Saporito