Cosentino si è dimesso da sottosegretario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48

Roma, 15 luglio. Dopo gli avvisi di garanzia, le interminabili polemiche, l’imminente mozione di sfiducia, Nicola Cosentino si è dimesso dal ruolo di sottosegretario all’Economia. Resterà comunque alla guida del Pdl in Campania, come coordinatore regionale. E’ il quarto caso di dimissioni nel giro di pochi mesi all’interno della maggioranza, dopo Salvatore Di Girolamo, senatore eletto all’estero con i voti delle cosche, Claudio Scajola, il ministro che si fece pagare parte della casa con vista sul Colosseo dalla “cricca” e  Aldo Brancher, che a meno di una settimana dalla sua farlocca elezione a ministro invocò il legittimo impedimento nel processo Antonveneta dove è imputato.

Nel pomeriggio di ieri Cosentino si è incontrato a Palazzo Chigi con Berlusconi. All’incontro hanno partecipato anche Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, il capogruppo Pdl alla Camera Cicchitto, il capogruppo Pdl in Senato Gasparri, il ministro della Difesa La Russa e il vice capogruppo al Senato Quagliarello. Al termine del vertice ne è scaturita la decisione di lasciare l’incarico istituzionale, è lo stesso ex sottosegretario ad annunciarle: “Ho deciso di concerto con il presidente Berlusconi di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento”. Non poteva mancare il solito piagnisteo da vittima sacrificale e le accuse alla stampa: “Contro di me è in atto da due anni una persecuzione dal solito circo  mediatico, da L’Espresso a la Repubblica, probabilmente perché ho messo fine alle sconfitte del centrodestra in Campania”, e dichiara di esser stato lui di sua spontanea iniziativa a scegliere di dimettersi, “perché è diventata una situazione insostenibile”.

In realtà è stata una scelta quasi obbligata. Proprio ieri la mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino era stata calendarizzata alla Camera per la prossima settimana, e incombeva la minaccia dei finiani di un possibile voto a favore. A ciò è da aggiungere il clima tesissimo che si respira nel Pdl, con il presidente della Camera che anche ieri è stato contestato dai berlusconiani e dalla Lega, non solo per la decisione di inserire la mozione in calendario la prossima settimana, ma anche per le dichiarazioni rilasciate in merito. Prima delle dimissioni Fini aveva ribadito la necessità di “una politica durissima con chi non ha un’etica del comportamento pubblico, una politica che sia intransigente nei confronti di coloro che pensano attraverso la politica di mettersi al riparo dei doveri che ciascun cittadino ha nei confronti della comunità”. Il presidente della Camera ha poi così commentato la scelta di Cosentino: “Dimettersi anche per potersi meglio difendere in sede giudiziaria era per l’onorevole Cosentino un atto indispensabile e doveroso di correttezza istituzionale per una evidente e solare questione di opportunità politica”, e riferendosi alle critiche a lui rivolte dallo stesso Cosentino ha concluso “Quello che dice mi lascia del tutto indifferente”.

Cosentino aveva infatti ritenuto la posizione espressa nel merito da Fini “un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite Bocchino”, e in merito alla calendarizzazione della mozione di sfiducia aveva scritto in una nota: “Il presidente della Camera con solerzia degna di miglior causa, dopo che già per due volte proprio alla Camera dei deputati analoghe mozioni erano state votate e respinte con larga maggioranza, così come anche una al Senato, ha ritenuto di volerle calendarizzare in tempi brevissimi basandosi quindi soltanto su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa. E’ risibile che l’onorevole Fini voglia far passare le sue decisioni come se derivassero da una sorta di tensione morale verso la legalità”. E’ altrettanto risibile però, che un sottosegretario indagato per gli appalti nell’eolico e per collusioni con la camorra abbia ancora la faccia tosta di giustificarsi e criticare gli altri.

Alessandra Maiorano