Firenze: rifiuta di prostituirsi, in sette la stuprano

Sognare di arrivare in Italia in cerca di una vita migliore e più fortunata e rendersi conto, una volta arrivati, che quel Paese tanto agognato può trasformarsi in un inferno di violenza e crudeltà.

E’ la storia capitata ad una ragazza rumena di soli 19 anni, venuta in Italia con l’illusione di un lavoro come badante. La giovane donna è stata torturata e violentata in una cantina della periferia del capoluogo toscano da una banda di sette suoi connazionali, un uomo di 33 anni, la sua compagna e cinque prostitute tra i 18 e i 27 anni. Il motivo? Non aver accettato di prostituirsi. I sette sono così stati arrestati dai carabinieri di Firenze con le pesanti accuse di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù, aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalle lesioni personali.

La donna, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, è riuscita a scappare dai suoi aguzzini e con il  corpo ancora tumefatto dalle sevizie ha incontrato le forze dell’ordine alle quali ha raccontato tutto. La ragazza, orfana dei genitori, ha detto di essere stata comprata per 400 euro e di essere arrivato il 18 giugno in Italia assieme ad un’altra ragazza. Quest’ultima ha accettato le condizioni degli sfruttatori, mentre lei si è rifiutata.

In base a quanto raccontato dalla diciannovenne rumena le sei donne l’hanno torturata e violentata per costringerla ad accettare di praticare sesso estremo, come orge o rapporti saffici, con i clienti che le sarebbero stati procurati. Nella cantina, i militari hanno infatti trovato gli attrezzi con cui la ragazza veniva torturata: guinzagli, corde, mollette, pinze, manette, ganci utilizzati per legarla al soffitto, per poi minacciarla di morte, di amputazioni e perfino di espianto di organi.

Raffaele Emiliano