Inferno in carcere, la denuncia di Marino: “Detenuti legati ai letti”

Da luogo deputato alla rieducazione a inferno dantesco. E’ questo lo spaventoso scenario di un gran numero di carceri italiane, alle prese con cronici problemi di sovraffollamento e spazi talmente ridotti da comprometterne la stessa vivibilità.

Durante un ciclo di ispezione negli ospedali psichiatrici giudiziari «abbiamo visto scene ottocentesche: letti di contenzione, lenzuola sporche e nove detenuti nella stessa cella. Inoltre, per tenere in fresco l’acqua, le bottiglie erano lasciate nei water». E’ quanto denuncia a margine di una conferenza stampa alla Camera sul sovraffollamento carcerario il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale.

«A Barcellona Pozzo di Gotto ci sono le situazioni peggiori. Qui i detenuti vengono tenuti legati ai letti con un buco per la caduta degli escrementi». L’ospedale psichiatrico messinese dipende ancora, ha aggiunto il senatore, dal ministero della Giustizia, in quanto il governo siciliano non ha recepito il passaggio di competenze al ministero della Salute.

Nel piccolo carcere di Pistoia e in quello di Milano (San Vittore) lo spazio in cella per ogni detenuto arriva addirittura a essere di due metri quadrati.
Le presenze sono doppie, quando non quasi triple, come nel caso di Bologna (450 posti e 1.150 detenuti), rispetto alla capienza regolamentare. Le ore d’aria sono in alcuni casi solo due: succede a Poggioreale (Napoli), dove per altro non si svolgono al momento attività formative o scolastiche. Le associazioni “Antigone” e “A buon diritto”, dopo aver visitato 15 tra i più affollati istituti di pena d’Italia, documentano in un dossier, presentato oggi alla Camera, come il sovraffollamento aggravi le carenze strutturali che fanno delle carceri italiani dei posti “fuorilegge” e rappresentano «una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea: un’ipotesi di tortura o trattamento inumano o degradante».

Pertanto Patrizio Gonnella e Luigi Manconi, in rappresentanza delle due associazioni, hanno annunciato di aver presentato 15 esposti ai sindaci e ai direttori delle Asl competenti e degli istituti penitenziari visitati chiedendo «di provvedere immediatamente a superare, con ogni provvedimento opportuno o con ogni adempimento relativo al caso di specie, le violazione».

Raffaele Emiliano