Iran, Ashtiani corre ancora il rischio di essere lapidata

Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna israeliana condannata a morte per una presunta relazione extaconiugale è ancora in pericolo di vita, perchè potrebbe essere lapidata in “qualsiasi momento”. A lanciare l’allarme è Amnisty International che ha fatto sapere che le contraddittorie affermazioni arrivate dal governo iraniano fanno presagire il peggio.

L’8 luglio scorso, infatti, il governo aveva diffuso un comunicato nel quale affermava che la condanna non sarebbe stata eseguita. Cíò nonostante, il 13 luglio il ministro degli Esteri Iraniano, Manucher Mottaki, smentì tale affermazione, attribuendola alla “propaganda occidentale”.  

In mancanza di una comunicazione ufficiale che arrivi direttamente alla donna e al suo avvocato, secondo l’organizzazione che si batte per il rispetto dei diritti umani, Sakineh Mohammadi potrebbe essere lapidata. Amnisty ha promesso, sul sito spagnolo dell’organizzazione, un appello rivolto al lider supremo della Repubblica Islamica, Sayed Alí Jamenei, contro la pena inflitta alla donna, considerata una maniera particolarmente crudele di morire.

Ashtiani, madre di due figli è in carcere dal 2005.  Al prinicipio fu condannata a ricevere 99 frustate per aver tenuto una “relazione illecita” con due uomini e successivamente fu condannata a morte tramite lapidazione per una relazione estraconiugale.  Il verdetto fu emesso per il parere favorevole di tre dei cinque giudici della corte (gli altri due la consideravano innocente) emesso sulla base di un principio conosciuto come “conoscenza del giudice” per il quale i giudici possono decire sulla colpevolezza di un imputato senza necessità di prove chiare o schiaccianti.