Livorno, donna strangolata in casa

Una donna di origini sudamericane è stata trovata senza vita nel suo appartamento a Vada, una località marina in provincia di Livorno. È stata un’amica della vittima a lanciare l’allarme. La donna sarebbe morta per soffocamento: una maglietta le legava il collo.

Il ritrovamento è avvenuto la notte scorsa. La vittima è una donna ecuadoriana di 35 anni, Jessica Karina Munoz, trovata nella sua abitazione con mani e piedi legati. Il suo cadavere era riverso sul letto e  un fazzoletto o comunque un pezzo di stoffa le ostruiva la bocca. Inoltre aveva una maglia legata intorno al collo.

Sul posto sono intervenuti la polizia, i vigili urbani e i vigili del fuoco, che hanno sfondato la porta dell’appartamento e scoperto il corpo della donna, ormai senza vita. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe morta per soffocamento e la maglia che le legava il collo ha fatto pensare ad uno strangolamento. La squadra mobile di Livorno, che, insieme agli agenti del commissariato di Rosignano, sta conducendo le indagini, ritiene che con molta probabilità in casa mancherebbe del denaro. Si è tratta di una rapina conclusasi in tragedia? Non è ancora possibile rispondere a questo quesito, non si conosce altro riguardo alla morte dell’ennesima donna. Tuttavia al momento non si escluda nessuna ipotesi.

La donna di nazionalità sudamericana, secondo le prime indagini, era giunta a Vada da circa due settimane e sembra non avesse il permesso di soggiorno. Nella località marina in provincia di Livorno avrebbe affittato un appartamento con un’amica e secondo gli investigatori la vittima, trovata nell’abitazione,  era una prostituta.

Coordina le indagini il pm Paola Rizzo, che interrogherà le amiche sudamericane della Munoz. È stata proprio una di queste a lanciare l’allarme.

Intanto si attente l’esito dell’autopsia, che dovrebbe essere eseguita dal dottor Luigi Papi del dipartimento di medicina legale di Pisa, dove è stato trasportato il cadavere.

Simona Leo