Nazionali, nasce l’Italia prandelliana: ecco come sarà

Cesare Prandelli, 52 anni

E’ ancora lontano l’11 agosto, giorno della prima amichevole ufficiale dell’Italia sotto la guida di Claudio Cesare Prandelli (di fronte avremo la Costa d’Avorio di Didier Drogba). E ancora più lontano è il cammino di qualificazione agli europei 2012, dura e faticosa scalata verso la rinascita. Non sarà semplice, questo è evidente. E’ un momento difficile per il movimento calcistico italiano, e la nazionale ne è la prima vittima. Però c’è Prandelli, un uomo capace, serio e positivo. Persona e tecnico ideale da cui ripartire.

Egli c’è e ci sarà, ed è già un punto di partenza importante. L’ex mister viola ha acquisito negli anni l’esperienza giusta per un tipo di avventura così delicato. Non c’è da aver paura, da questo punto di vista. Siamo in mano alla persona giusta, i problemi sono ovviamente da ricercare altrove. Nel materiale umano, nei giocatori, nei campioni che ormai sembrano non abitare più i nostri palcoscenici. Ma anche senza ‘fuoriclasse’, si può costruire un gruppo affiatato e competitivo. Prandelli è stato scelto anche per questo, per affinare il collettivo e consolidare un concetto di gruppo. Poi, si penserà al resto.

I punti fermi? Ci sono, e da quelli ripartiremo. Buffon non c’è da subito, ma ci sarà. Il portiere juventino si è recentemente operato alla schiena (intervento necessario al fine di recuperare al meglio, anche in chiave azzurra), e rientrerà in campo presumibilmente nel 2011. Le alternative certo non mancano: Marchetti e Sirigu danno garanzie, ma occhio a possibili cavalli di ritorno (Amelia) e possibili novità (Viviano). In difesa, confermatissimo Chiellini, la novità sarà rappresentata dall’ingresso in pianta stabile dei due ex baresi Bonucci e Ranocchia, con il mondiale Bocchetti prima eventuale alternativa. Sugli esterni vertono i maggiori dubbi. Zambrotta è al passo d’addio, e a destra Prandelli sta pensando a tre soluzioni: Cassani del Palermo, Motta della Juventus e De Silvestri della Fiorentina. Dalla parte opposta medesima situazione: c’è il genoano Criscito, fresco d’esperienza sudafricana, e ci sono anche il clivense Mantovani (possibile nuovo inserimento) ed il gioiellino interista Santon, reduce da un’annata incolore ma pronto a tornare a livelli importanti. Sotto l’aspetto tattico, Prandelli dovrebbe riproporre il suo proverbiale 4-2-3-1. La coppia di mediani, in partenza, sarà costituita da De Rossi e Pirlo, entrambi confermati. Occhio alle alternative: Palombo, Marchisio ed il doriano Poli, in procinto di entrare nel giro. In posizione più avanzata, da trequartista, quasi scontata la fiducia a Montolivo, già uomo di fiducia del tecnico di Orzinuovi a Firenze. Ma occhio al rampante Aquilani: l’ex romanista sembra finalmente aver risolto i propri problemi fisici, ed ha una voglia matta di riconquistare quell’azzurro perso nel tempo. Capitolo esterni alti: a destra ampie chances per Maggio, con Marchionni prima alternativa. Ma non è da escludere uno schieramento plurisbilanciato, con Mario Balotelli a destra e Antonio Cassano sul versante opposto. Idea intrigante, ovviamente da elaborare e sviluppare con calma. Quagliarella sarà del gruppo, Giuseppe Rossi forse. Maggiori dubbi per i due ‘vecchietti’ Di Natale e Miccoli. Davanti, Prandelli dovrà ricucire il vecchio strappo con Pazzini, creatosi ai tempi della viola. Se così sarà (come crediamo) sarà il doriano a godere del posto da titolare immediato. Da non sottovalutare Gilardino, reduce da un mondiale disastroso ma uomo di assoluta fiducia del tecnico, ed il milanista Borriello. Qualche possibilità di restare, nonostante l’anagrafe, anche per Vincenzo Iaquinta, il quale tornerebbe utile anche per il ruolo d’esterno sinistro alto.

Chi abbiamo dimenticato? Ah sì, gli oriundi. Qualcuno entrerà a far parte del giro, ne siamo certi. I più accreditati? Probabilmente Felipe, Thiago Motta e Taddei. Ma occhio al laziale Zarate (possibile rivelazione) e allo juventino Amauri, sempre che torni a cavalcare gli ottimi livelli di rendimento di un paio d’anni fa. Da non escludere, per questioni d’ampiezza d’organico, i seguenti nomi: Astori, Canini, Cannavaro (Paolo, s’intende…), Santacroce, Bovo,  Balzaretti, Biondini, Gastaldello, Cigarini, Mannini, Bentivoglio, Nocerino, Galloppa, Floro Flores, Lazzari, Sculli, Paloschi, Floccari, Meggiorini e Matri. Gente in gran parte giovane e di sostanza, in grado di corroborare e rifornire al meglio il serbatoio dell’Italia prandelliana. E’ ancora l’inizio, di lavoro da fare ce ne sarà. L’auspicio è che sia l’alba di un percorso vincente.

Alessio Nardo