Operai Fiom licenziati, Epifani: “Fiat sta sbagliando strada”

«Fiat sta sbagliando strada». E’ questo il laconico commento rilasciato a margine dell’assemblea dell’Abi dal leader della Cgil Guglielmo Epifani, a proposito del caso dei delegati Fiom licenziati. «Lo dico con misura, sta sbagliando strada e prima se ne accorge e meglio è. C’è il rischio di una radicalizzazione, una situazione che non va bene nè per i lavoratori, nè per l’azienda, nè per il Paese».

Su una linea nettamente diversa Emma Marcegaglia che chiede che la Fiom rispetti le regole e torni a trattare. «Auspico sempre che prevalga il buon senso e si torni tutti insieme a trattare, siamo però di fronte a un meccanismo – ha dichiarato il presidente di Confindustria – in cui ci sono lavoratori che non rispettano le regole. Lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma il sabotaggio è impedire agli altri di lavorare, non è un rispetto delle regole che credo sia importante. Al di là di questo, auspico sempre che, in presenza del fatto che la Fiat ha deciso di andare avanti con gli investimenti a Pomigliano, la Fiom abbia un atteggiamento diverso, ritorni al tavolo e accetti questa sfida di competitività».

Non la pensa evidentemente allo stesso modo la Fiom che, per bocca del suo coordinatore nazionale auto Enzo Masini dichiara che sono motivazioni «strumentali» quelle addotte dalla Fiat per giustificare i «licenziamenti di iscritti e delegati del sindacato dei metalmeccanici Cgil». Masini poi ricorda come «lo sciopero generale di 4 ore di tutto il Gruppo Fiat proclamato per venerdì 16 luglio dalla Fiom è preceduto, in queste ore, da scioperi e cortei nei diversi stabilimenti del Gruppo stesso. Nel caso di Melfi, quanto dichiarato dalla Fiat, ovvero che i tre licenziati avrebbero bloccato i carrelli di rifornimento materiale a lato linea durante uno sciopero, è falso e privo di ogni fondamento. Del resto, quel particolare tipo di carrelli che si muovono in automatico, in occasione di scioperi vengono immediatamente bloccati dai responsabili operativi dell’azienda, anche per evidenti motivi di sicurezza. E’ evidente che le motivazioni portate dalla Fiat per effettuare i licenziamenti sia a Torino che a Melfi sono strumentali e cercano di nascondere la volontà di soffocare il dissenso e le iniziative di lotta».

Raffaele Emiliano