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Legambiente: il cemento sta divorando l’Italia

Paradosso dei paradossi. Nel nostro Paese sono state costruite ben quattro milioni di abitazioni negli ultimi 15 anni, ma di queste circa un milione resta vuoto, a questo si deve aggiungere un dato interessante: negli ultimi due anni sono state oltre 110mila le famiglie sfrattate.  Questo continuo desiderio di costruire, sta causando conseguenze negative a livello ambientale. In Italia sono circa 21mila i chilometri quadrati cementificati dall’uomo, ogni anno vengono divorati circa 500 km quadrati di territorio, pari a circa 3 volte la superficie del Comune di Milano.

Ad analizzare questa drammatica situazione è l’associazione ambientalista Legambiente, che oggi ha presentato a Roma un dossier sul consumo di suolo in Italia, nell’ambito del convegno “Un’altra casa?” tenutosi al Palazzo Bologna del Senato. Complessivamente, si evince dal rapporto, la superficie artificiale edificata sul nostro territorio è pari al 7,1% del totale. Per quanto riguarda la situazione delle singole Regioni, il primato spetta alla Lombardia con il 14,1% del territorio artificiale, seguita dal Veneto con l’11,3% e dalla Campania (10,7%). Le Regioni che registrano invece il minor consumo di suolo sono il Molise con l’1,6% di superficie artificiale, la Valle d’Aosta che conta il 2% di superficie artificiale, e la Basilicata con il 2,1%.

Secondo gli ambientalisti:  “Non è solo una questione di quantità ma soprattutto di qualità delle scelte insediative. A preoccupare – sostengono – sono aree dove, negli ultimi 20 anni, l’urbanizzazione ha completamente stravolto il paesaggio, spesso con conseguenze irreversibili”. Secondo Legambiente un altro problema riguarda la pessima qualità dell’edilizia realizzatam un settore che non tiene minimamente conto del risparmio energetico.

Secondo il responsabile urbanistica di Legamniente, Edoardo Zanchini: “L’appuntamento di oggi è il primo passo di una Campagna sul consumo di suolo in Italia, continueremo a monitorare e a denunciare con diversi tipi di iniziative quanto succede nel territorio e a presentare le nostre proposte”. Fra queste quella di istituire, come in altri paesi europei, un Ministero che si occupi dei problemi delle città e dell’edilizia abitativa

Il dossier evidenzia due dei fenomeni più drammatici prodotti in questi anni di urbanizzazione selvaggia. Il primo è rappresentato dalle periferie delle principali aree urbane, cresciute di fatto senza alcun progetto metropolitano e ambientale, senza servizi e senza trasporto urbano. Il secondo è la crescita dissennata di seconde case sulle aree costiere e, in generale, nei territori più belli e sensibili del Paese.

Di Marcello Accanto