Australia: funziona il vaccino contro il cancro alla cervice

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:09

Il cancro alla cervice è una fra le più alte cause di mortalità. Si è quindi voluto procedere a cercare di debellare una malattia così brutta che colpisce moltissime donne, di diverse età, ogni anno.  Su questa strada e con la volontà di creare qualcosa che potesse aiutare tutte quante, i ricercatori si sono messi all’opera ed hanno così partorito il vaccino contro il cancro. Tale vaccino, detto Gardasil,  è quindi il risultato delle ricerche del professor Ian Frazer dell’Università del Queensland e del suo team. Esso, come già annunciato, protegge le donne non ancora infettate dai quattro principali tipi di papilloma virus umano ed ha quindi la massima efficacia se somministrato alle ragazze non ancora sessualmente attive. Prevenire è meglio che curare e poter abbassare il tasso di donne che se ne ammalano è già un grandissimo risultato.

Tale vaccino contro il cancro alla cervice uterina è stato quindi testato soprattutto in Australia. Dalla terra più lontana a noi arrivano però buone notizie in quanto ne è stata confermata l’efficacia. L’Australia è il primo Paese al mondo a registrare una significativa riduzione nell’incidenza di lezioni cervicali. Questo è stata reso possibile grazie all’introduzione di uno specifico programma che ha visto vaccinazioni a tappeto. Il progetto è iniziato ben nel 2007. Il vaccino è stato distribuito gratuitamente alle ragazze di 12 e 13 anni e ha avuto una sovvenzione per tutte le ragazze e donne in età compresa fino ai 26 anni.

Giorni fa, ad una conferenza a Montreal in Canada, è stato presentato uno studio del Victorian Cytology Service di Melbourne. Grazie ad esso è stato reso noto che i casi di lesioni cervicali di alto grado, non ancora veri e propri tumori ma con un alto rischio di esserlo in breve tempo, sono diminuite fra le donne sotto i 20 anni, ma non fra quelle di età superiore. I dati riportano quindi che il tasso di anormalità cervicale di alto grado fra le giovani di 18-20 anni era dell’1,2% nel 2006 e si è ridotto allo 0,99% nel 2009. Risultati migliori si sono ottenuti per la fascia sotto i 18 anni grazie ad un calo che ha visto i dati scendere dallo 0,85% nel 2006 ad un tasso dello 0,22% nello scorso anno. Si spera che i dati possano continuare la loro discesa senza intoppi.

Alessandra Solmi

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