P3, Cosentino nega: “Mai screditato Caldoro”

Quattro ore di interrogatorio. “Ho trovato i magistrati molto gentili e disponibili ad ascoltare. Ritengo di avere chiarito la mia posizione” dirà uscendo dalla Procura di Roma l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Gli inquirenti gli hanno chiesto lumi sulle vicende che lo vedono, peraltro, indagato per associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete.

“Ho risposto a tutte le domande che mi sono state fatte”, dice ottimista. Tra le accuse, il tentativo di screditare mediante il cosiddetto “dossieraggio” il governatore della Campania Stefano Caldoro, al quale il gruppo vicino a Carboni preferiva, per l’appunto, l’ormai ex Sottosegretario. Che intanto, davanti a giudici e telecamere, nega tutto.

Niente character assasination, dunque. Almeno per Nicola Cosentino. Sul quale pende, è il caso di ricordare, un mandato d’arresto. E il governatore in carica? “E’ anche quello che ha detto al premier Berlusconi ed a me” spiega intanto Stefano Caldoro in merito alla ribadita estraneità al estraneità al falso dossieraggio da parte del coordinatore Pdl campano.

Il perché di questa faida resta oscuro. La candidatura “é stata una scelta di Berlusconi, poi sostenuta dal Pdl”, spiega Caldoro all’Agenzia Ansa. “Quando io ho preso il Pdl in mano in Campania – conferma Cosentino dopo l’interrogatorio – eravamo opposizione in tutte le realtà locali, con me siamo ora al governo nelle principali realtà. Pensate che uno con questo ruolo e con questa forza si metta ad operare dei dossieraggi per fare cosa? Per screditare un candidato che io ho voluto insieme a tutto il partito e a tutti gli eletti? Mi pare pura fantasia”.

v.m.