Tremonti: nessuna alternativa a Berlusconi

E’ un clima infuocato quello che in questi giorni si respira all’interno del Pdl. L’inchiesta sulla P3, la manovra finanziaria, il Disegno di Legge sulle Intercettazioni, il distacco di Fini da Berlusconi, la rivoluzione d’agosto annunciata dallo stesso Premier, sono episodi che stanno avendo forti ripercussioni sulla compattezza del Governo. C’è già chi parla di nuove elezioni, di fine del berlusconismo e di inizio di una nuova stagione politica. Anche il Ministro Tremonti, intervistato da Repubblica, è tornato sull’argomento.

Dalle pagine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, parla il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Diversi i temi toccati dal braccio destro del Premier: dalla P3, alla manovra economica, fino alla questione morale. Tremonti ha voluto subito chiarire il suo pensiero circa il futuro che attende il nostro paese: “No a un governo tecnico di larghe intese” questo perché, spiega il titolare dell’Economia, “non esiste alternativa a Silvio Berlusconi“. Poi, lo stesso Tremonti precisa: “tutto quello che ho fatto è per il bene del Paese e non avrei potuto farlo senza Berlusconi e Bossi, o contro di loro”.

Sulla presunta Loggia P3, emersa con l’inchiesta sull’eolico, Tremonti ammette che “non si tratta solo di una mela marcia” ma che “è venuta fuori una cassetta di mele marce“. Sulla manovra economica da approvare entro la fine di luglio, Tremonti si dice sicuro che “alla fine anche le Regioni come i Comuni e le Province faranno l’accordo”. Il titolare dell’economia, torna poi su un’altra questione delicata, vale a dire il rapporto sempre più teso tra Fini e Berlusconi. Secondo Tremonti, questo “rientra nell’antropomorfia della politica”.

Intanto nel dibattito interno interviene anche il ministro Sandro Bondi che assicura sulla tenuta dell’esecutivo ed esclude le dimissioni del coordinatore nazionale Denis Verdini e del sottosegretario alla Giustizia Caliendo. Sulla P3 lo stesso Bondi chiarisce: “Siamo di fronte al tentativo di speculare, di strumentalizzare a fini politici le indagini in corso che ancora attendono il pronunciamento definitivo della magistratura”.

Di Marcello Accanto