Marea Nera: chiudi di qua e si apre di là

La marea nera, l’ecomostro più dannoso della storia americana, un nemico che nemmeno gli Stati Uniti sembrano in grado di affrontare. Due giorni fa, a dir tanto, una buona notizia, ottima anzi; il nuovo tappo progettato dalla British Petroleum aveva fermato, del tutto, la fuoriuscita di Greggio. Era dal 20 Aprile che il petrolio sgorgava initterrottamente dalla falla provocata dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Le analisi dei tecnici federali hanno però arrestato l’euforia collettiva; la pressione sul tappo era minore di quanto ci si aspettasse e l’ipotesi più probabile atta a spiegare questa anomalia era che un altro buco, più piccolo si fosse aperto, da qualche altra parte. Sono stati gli stessi ingegneri della Bp a scorprire l’altra piccola falla.

La teoria, catastrofica, ma purtroppo poco catastrofista, è quella che sia stato proprio il tappo che ha temporaneamente bloccato  l’uscita di petrolio dal pozzo principale a provocare, “premendo sul terreno” la creazione di un secondo buco.Non perchè il suddetto tappo sia stato progettato male, ma per questioni che si potrebbero definire endemiche. In sostanza, il greggio, quasi come fosse una creatura vivente, avrebbe cercato un’altra via d’uscita, “scavando”  in un altro punto rispetto alla via d’uscita principale. Non è questa, ovviamente la spiegazione scientifica, ma rende bene l’idea. La realtà è che una maggiore pressione del petrolio “rinchiuso” sotto il fondale marino, dovuta alla chiusura del pozzo principale, abbia causato una crepa in quest’ultimo, con tutta probabilità in una zona più debole delle altre. La paura è che qualcosa “nell’equilibrio del pozzo” si sia rotto e, provando a chiuderlo da una parte, questo si apra automaticamente da un’altra, o peggio, da molte altre. Quante possono essere le zone deboli del fondale, c’è da chiedersi. Ed inoltre, più falle si aprono più il fondale potrebbe indebolirsi, a causa di una sua minore compattezza. In ogni caso è  come se il greggio non volesse più stare a casa sua.

Se l’ipotesi peggiore, “molte piccole falle, in molti punti” si verificasse, il disastro ambientale sarebbe di proporzioni non ancora nemmeno immaginate. Nonostante questo, la BP ha fatto sapere che la sua intenzione sarebbe quella di  mantenere il tappo sul pozzo principale fino a quando un secondo pozzo, ad oggi in costruzione ed in grado di accogliere tutto il petrolio rimanente, verrà approntato. La marea nera sembra quindi avere due anime(nere anch’esse), o forse una sola divisa in due. La parte sommersa sta continuamente  cercando di raggiungere la parte emersa, che nel frattempo, quasi imperturbabilmente, prosegue nell’aumentare quotidianamente le sue dimensioni.

A.S.