Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e il centrosinistra: can they?

Nichi Vendola a capo della coalizione di centrosinistra del futuro? E’ stato lo stesso governatore della Puglia a rilanciare l’idea, a conclusione degli Stati generali delle ‘Fabbriche di Nichi’, autocandidandosi come guida del centrosinistra: “Mi candido per ricostruire il cantiere dell’alternativa e per sparigliare i giochi di un centrosinistra asfittico, che non è stato in grado di fare un discorso capace di interpretare la crisi del mondo, la crisi del’Europa e quella dell’Italia”.

Oggi, però, avvicinato da ‘Affaritaliani.it’, il leader dell’Italia dei Valori (una delle anime meno ‘asfittiche’ di questo centrosinistra) Antonio Di Pietro non si è mostrato esattamente entusiasta, pur optando per la strada della diplomazia: “E’ legittimo che Vendola si candidi, come tanti altri, alla guida del centrosinistra, ma solo dopo aver risolto i tanti problemi che affliggono la Puglia”, ha dichiarato l’ex magistrato. Che ha poi ricordato come Vendola sia “stato da poco rieletto Governatore della regione Puglia e per altro è più per demeriti della coalizione del Centrodestra, che si è divisa, che per meriti del centrosinistra che ha guidato nei precedenti cinque anni, visto che molti assessori della sua giunta poi sono finiti sotto l’attenzione della magistratura per aver fatto male il loro dovere”. E, inoltre, è più importante che allo stato di cose attuale Vendola pensi ai “tanti problemi” della Puglia: “Mi riferisco all’economia a pezzi, ai giovani senza lavoro, a cui evidentemente non possono bastare la fabbriche immaginarie di Vendola ma ci vogliono quelle reali che a fine mese danno lo stipendio”.

Un attacco nemmeno troppo velato al progetto politico dell’ex Rifondazione, probabilmente dovuto al timore che Vendola possa costruirsi una propria base, per altro coinvolta attivamente: un esperimento assolutamente interessante, in un centrosinistra che è andato via via raccimolando sconfitte proprio per la grossa distanza con la “gente”. E così, le ‘Fabbriche di Nichi’ (definite intorno a novembre dal Governatore della Puglia come un “luogo di raccolta di saperi e competenze, di vissuti e passioni, di buone pratiche e di visioni ardite”) incutono un certo timore, specialmente in coloro i quali dovrebbero essere gli alleati qualora mai Vendola riuscisse – magari attraverso le primarie – a raccogliere l’investitura del centrosinistra. Ma, si sa, il centrosinistra ama proporsi al pubblico come il simpatico Tafazzi e continua imperterrita a dedicarsi all’autolesionismo: in un centrosinistra privo di idee – trainato dal solo antiberlusconismo – un cantiere come quello vendoliano dovrebbe solo essere incoraggiato, specialmente nel momento in cui lo stesso si propone come “un’esperienza autonoma da tutti i partiti” (anche se, è chiaro, il rischio che le ‘Fabbriche’ diventino una propaggine di Sinistra Ecologia e Libertà è forte e lo è ancor di più dinnanzi all’osteggiamento delle altre anime del centrosinistra). Da anni il centrosinistra non ha una vera base e difficilmente riuscirebbe a crearsela, rimanendo incastrato nelle ormai obsolete dinamiche di partito.

Tornando alla questione inerente la possibilità di una candidatura di Vendola, pare opportuno fare chiarezza il prima possibile: il Premier – nonostante goda di una maggioranza che dovrebbe farlo stare assolutamente tranquillo – ha rischiato diverse volte gravi fratture e – complici i copiosi scandali – qualche volta il futuro del Governo è parso meno roseo di quanto si ipotizzerebbe guardando il numero di parlamentari eletti nelle fila di PdL e Lega Nord. E qualora divenisse davvero necessario tornare alle urne subito, chi sarebbe il candidato del centrosinistra? E se è ambizione ormai decennale quella di cercare un uomo nuovo da poter contrapporre a Berlusconi (homo novus per eccellenza), perché non optare per Vendola? Non è del Pd (e questa è già un’ottima cosa, considerato il sempre crescente assopimento dell’intellighenzia democratica) e, per di più, sta provando a portare avanti un discorso nuovo nel panorama politico italiano.

Eppoi, diciamocela tutta: Vendola ha tutto per essere l’Obama italiano, se è vero che il livello di ‘ghettizzazione’ degli omosessuali in Italia – certe volte – non è troppo distante da quello subito dalle persone di colore negli States e potrebbe rappresentare per il centrosinistra una mossa davvero rivoluzionaria. Can they?

Rocco Di Vincenzo

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