Caldo: Coldiretti meno pomodori e latte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:32

E’ nelle campagne che si sono registrate le più alte temperature, soprattutto nella zona della pianura padana, provocando effetti negativi sia sulle coltivazioni che sugli animali.

La Coldiretti stima un calo della produzione di pomodori del 20 per cento, e registra una diminuzione del latte, a causa del forte stress subito dalle mucche e dovuto alle alte temperature.

Nella prima decade di luglio si è infatti registrata una temperatura massima di 1,3 gradi centigradi, rispetto alla media del trentennio trascorso 1970/2000 ( dati Ucea).

Le situazioni più critiche si sono avute nel nordest italiano, con una temperatura che ha toccato i 3,5 gradi in più rispetto alla media, e nel centro ovest con un aumento di 2,6 gradi.

A causa delle alte temperature la Coldiretti stima, che la produzione dei pomodori da passata, polpa e conserva diminuirà dagli 800 quintali per ettaro a 600, questo perché anche le piante subiscono uno stress dovuto al calore.

Sopra i 30 gradi infatti, esse non riescono più a crescere e bloccano la loro maturazione nonostante vengano irrigate.

Se si pensa alle condizioni del tempo di questi ultimi due mesi, si può comprendere la fatica delle piante, costrette prima a subire piogge torrenziali, che impediscono il sano sviluppo delle radici e poi l’assenza d’acqua e l’afa che le indeboliscono e ne seccano fiori e frutti.

Stessa sorte per gli animali, soprattutto quelli da latte come le mucche, che quest’anno a causa della morsa del caldo, si stima produrranno il 15 per cento di latte in meno, rispetto ai 30 litri al giorno nei periodi normali.

Tutto ciò è aggravato dalla presenza di una forte umidità, percepita chiaramente non solo da noi esseri umani, ma anche dagli animali.

Per ovviare ai disagi, aumentano i costi: le stalle infatti, attrezzate con ventole e condizionatori, sprecano più acqua ed energia completamente a carico degli allevatori.

La stagione però è appena iniziata e dopo il caldo record, arriverà il maltempo partendo dal nord della nostra penisola, che porterà grandine e pioggia, un ulteriore grave danno all’agricoltura.

I numerosi e repentini cambiamenti metereologici e le temperature sempre più alte, che ormai da molti anni interessano il nostro paese, stanno minacciando profondamente la produzione agricola ed alimentare, viene da domandarsi se sia troppo tardi per intervenire.

Giulia Di Trinca



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